IL PETTIROSSO

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Il pettirosso (Erithacus rubecola) fa parte della famiglia dei Turdidi. La lunghezza del suo corpo  varia  dai 13 a 15 cm, mentre il peso di un esemplare adulto non supera i 15 grammi. La gola ed il petto sono di colore rosso arancio.

 Le parti superiori sono di un colore bruno oliva, mentre l’addome è bianco; sia il becco che le zampe sono brune. Non c’è differenza fra soggetti di sesso diverso. I giovani non hanno il petto arancio e presentano numerose macchie bruno-scure e fulve.   

 

Una  leggenda dice che il colore del suo petto sia una goccia del sangue di Cristo, poichè il Pettirosso avrebbe cercato di alleviare le sofferenze del Redentore, sforzandosi di strappare le spine della sua corona.  

Il suo habitat e il bosco , luogo che viene abbandonato in autunno e inverno, perché il volatile, andando alla ricerca del cibo, si avvicina alle zone abitate.

Le specie nordiche sono più frequentemente migratrici e si spostano nelle ore notturne.

E’ un animale solitario molto aggressivo con i suoi simili, di cui non ama la vicinanza e con i quali ingaggia spesso in primavera lotte sanguinose.

Entrambi i sessi difendono il loro territorio e nell’atteggiamento di difesa, la testa è tenuta eretta, per mostrare la macchia color arancio del petto. 

 In primavera la femmina depone le uova su di un cespuglio o in una fossetta sul terreno, Essa depone dalle 5-6 uova bianche macchiate bruno pallido. La cova dura 13-15 giorni; i piccoli abbandonano il nido dopo un paio di settimane, pur continuando ad essere im­beccati dai genitori ancora per un certo tempo.   Il pettirosso si ciba soprattutto di insetti e le loro larve, lombrichi, semi e piccoli molluschi, ma integra questa dieta con una grande quantità di frutta e bacche, more, lamponi, mirtilli, fragole e ribes.

 

RESPONSABILE DEL SITO

Luigi Bovio

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Andrea Tiloca, Mauro Gillio, Enrico Bovio
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