LA VIPERA

LA VIPERA

vipera

E’ raro imbattersi in una vipera; questi rettili sono difficili da vedere, poiché al minimo rumore fuggono e si nascondono. In Valchiusella ne vivono due specie: la vipera comune o aspide (Vipera Aspis) e il marasso (Vipera Berus).


(Vipera Aspis)

Lunga al massimo 94 cm, (mediamente sui 60-65 cm.), presenta testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù. La coda è nettamente distinta dal corpo, caratteristica tipica della vipera e che la differenzia, tra le altre cose, dagli innocui colubridi.

La colorazione varia a seconda dell’individuo dal grigio chiaro al marrone-rossiccio, dando la possibilità al rettile di mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Anche il disegno dorsale cambia da soggetto a soggetto, con strisce a zig-zag, macchiette separate o colorazione quasi uniforme.

L’aspetto generale è più tozzo che negli altri serpenti a causa delle piccole dimensioni e della coda molto corta. Il veleno viene prodotto da speciali ghiandole velenifere poste in fondo al palato e inoculato attraverso denti del veleno cavi al loro interno.

Come le altre tre specie di viperidi presenti in Italia Vipera aspis è ovovivipara; nascono da 6 a 8 piccoli di 15-20 cm, che sono da subito autosufficienti. La Vipera aspis vive in luoghi freschi ed assolati, prediligendo ambienti poveri di vegetazione, prati, pascoli e soprattutto pietraie, essa si ciba prevalentemente di topi, lucertole e piccoli uccelli.

Si tratta di un animale territoriale, lenta nei movimenti ma in grado di scatti fulminei se molestata, il suo veleno e mortale per piccoli animali, esso contiene neurotossine e emottosine che possono provocare effetti seri nell’uomo soprattutto in caso di reazioni allergiche o patologie croniche.


(Vipera Berus)

Questo rettile possiede un corpo piuttosto grosso, gli adulti (maschi) crescono fino a circa 50-60 cm di lunghezza, le femmine sono leggermente più lunghe, circa 60-80 cm. La lunghezza varia comunque a seconda della zona, raggiungono lo stato adulto al quarto anno di vita.

È un specie diurna, specialmente nelle zone montane, il periodo del letargo varia a secondo del clima.

La stagione degli amori dura alcune settimane e finisce alla fine di maggio.

In questo periodo i marassi non mangiano. I maschi sono disposti a percorrere grandi distanze per trovare il maggior numero di femmine disposte ad accoppiarsi (molte di esse non sono più fertili). I maschi rivali combattono intrecciandosi, con lo scopo di atterrare l’avversario, per cui il più leggero, e quindi il più giovane, perde.

Le femmine, ovivipare, trascorrono il tempo a termoregolarsi in modo da riscaldare gli embrioni presenti all’interno del corpo; solo durante il parto ritornano nei luoghi invernali.Se la nascita dei piccoli avviene a basse altitudini, il numero di neonati sarà circa di 10, se avviene in montagna sarà compreso tra 4 e 6.

La maturità sessuale avviene per i maschi a 4 anni, un anno più tardi per le femmine.

RESPONSABILE DEL SITO

Luigi Bovio

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Andrea Tiloca, Mauro Gillio, Enrico Bovio
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