LE ERBE

Sfogliando Erbe

di Mauro Vaglio

Editrice Progetto & Stampa

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“Sfogliando Erbe”… ecco il nuovo libro di Mauro Vaglio.

Mauro è da tempo maestro e guida in tante passeggiate delle erbe, organizzate da associazioni promotrici della coltivazione biologica, dello sviluppo e della conservazione dell’ambiente naturale. Grazie ad una di queste Associazioni ho avuto l’’onore di conoscere Mauro.

La sua grande curiosità, il suo innamoramento per le piante spontanee mi hanno subito affascinata: io ero a quel tempo studente al corso di Tecniche Erboristiche presso la facoltà di Farmacia e non potevo sperare di meglio che incontrare un personaggio come l’autore.

Grazie a lui ho appreso ad identificare le piante, le varie specie, il loro habitat naturale, il tempo di raccolta di ognuna di esse e di ogni parte distinta (foglia, fiore, radici).

Il solo insegnamento universitario, dove vengono impostate lezioni teoriche con testi poco esplicativi nei quali le piante (materia fondamentale per il lavoro di erborista) sono spesso mal raffigurate, non avrebbe mai potuto completare la mia formazione.

I lettori troveranno in questo testo alcune piante che Mauro ha ricercato e studiato con passione e interesse; specie floreali, arbustive e arboree facenti, parti della flora alpina e delle valli canavesane.

Per ognuna di essa viene descritto l’’impiego alimentare che può essere fatto. Questo permette di dare una continuità all’’impiego tradizionale che ne facevano i nostri avi e al loro modo di usufruire di ciò che la natura offriva.

L’’uso alimentare delle erbe spontanee un tempo permetteva di completare l’’alimentazione che altrimenti sarebbe stata povera in termine di apporto vitaminico e minerale.

L’utilizzo alimentare di semi, radici, foglie e fiori, diventò da semplice gesto quotidiano a impiego terapeutico e preventivo contro piccole affezioni della salute, come lievi infiammazioni intestinali e gastriche, raffreddori e stati di affaticamento generale.

Non mancherà l’’autore di ricordarlo, ma voglio puntualizzare anch’’io che le erbe possono essere curative ma anche velenose a seconda del dosaggio e del modo di utilizzarle (crude o cotte) e che alcune di esse devono assolutamente essere evitate perché altamente nocive.

Con questo nuovo libro Mauro vuole condividere la propria conoscenza delle piante spontanee e soprattutto il rispetto verso di esse.

Per utilizzare al meglio gli insegnamenti che si possono apprendere dalla lettura del testo, ognuno di noi dovrà imparare ad utilizzare a piccole dosi le piante descritte, sempre rispettandone il tempo e il modo di raccolta perché l’’immenso patrimonio floreale che la natura ci regala sia preservato.

Sonia Glarey

Erborista

Laureata Presso la Facoltà di Farmacia di Torino.

Erboristeria Dulcamara. Ivrea

 P7210028

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Gli antichi popoli della terra avevano imparato, con grandi rischi e fatiche, che le piante spontanee che ci circondano, indipendentemente dal loro aspetto o dimensione, possono anche essere importante fonte di nutrimento ricco di proprietà benefiche.

Innumerevoli erbe sono state largamente utilizzate fin da tempi remoti per scopi alimentari e salutari e la coltivazione di alcune di queste è stata fondamentale per lo sviluppo e il livello di civiltà raggiunta da numerose popolazioni antiche.

Il loro utilizzo è stato tramandato di generazione in generazione arricchendosi sempre più, e solo nei tempi moderni l’impiego di questo tipo di piante è andato via via riducendosi alle varietà sempre più comode e convenienti, facendo perdere gradualmente memoria delle virtù delle altre piante nella conoscenza popolare. Con la scoperta di nuovi continenti e poi con la crescente facilità nelle comunicazioni, queste piante hanno cominciato ad espandersi oltre i confini delle regioni d’origine diffondendosi in tutti i continenti e contemporaneamente, con lo spostamento e la migrazione di numerosi gruppi etnici, si sono diffusi anche gli usi che un tempo erano esclusivo patrimonio delle tradizioni locali.

Non è mia intenzione incoraggiare ad usare con leggerezza le piante officinali a scopo terapeutico perché questo richiederebbe una conoscenza ben più profonda, ed il loro utilizzo in maniera inappropriata potrebbe essere pericoloso. Sono tuttavia convinto che l’uso alimentare di molte piante spontanee, oltre a soddisfare egregiamente il nostro palato, possa contribuire efficacemente a mantenere o ristabilire i normali equilibri del nostro organismo aiutando a riportarlo al suo naturale benessere. Le piante alimentari spontanee infatti racchiudono in sé, oltre al potere nutritivo, innumerevoli principi attivi che molte delle loro varietà oggi coltivate hanno perso o contengono in quantità molto limitate.

Ritengo che le informazioni qui riportate siano utili e necessarie per poter avvicinare più correttamente, ed utilizzare con tranquillità, numerose piante che la natura mette a nostra disposizione in questa splendida valle.

Questo lavoro, ispirato alla tradizione popolare e supportato da opere di autori antichi e moderni, spero serva ad incoraggiare un cosciente riavvicinamento al naturale, facendo riscoprire gli antichi sapori e le dimenticate proprietà delle piante spontanee.

Mauro Vaglio

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Acetosella minore 134 

 ( Acetosella minore)

Nelle tradizioni delle popolazioni alpine, il ricorso all’utilizzo di erbe spontanee e vegetali in genere a scopo alimentare risulta pressoché universale.In epoche passate , in particolari momenti di

carestia, i vegetali rappresentavano a volte la più importante fonte di sostentamento delle popolazioni alpine. Le erbe ed i tuberi venivano utilizzati nella preparazione di zuppe o minestre.Le bacche ed i frutti consumati tal quali o trasformati in conserve o marmellate.In mancanza di altre fonti poi, anche frutti umili come la castagna venivano utilizzati per produrre farina da utilizzare nella preparazione di succedanei del pane ( ancora oggi in certe zone il Castagno è indicato come l’albero del pane)

La Valchiusella in questo non fa eccezione ed ancora ai nostri giorni, specialmente tra gli abitanti della Alta Valle è assai frequente l’abitudine di ricorrere ai preziosi vegetali spontanei per preparare vari piatti della tradizione.        

La Valchiusella presenta un orientamento geografico da Nord – Est a Sud –Ovest ed è delimitata

da una catena montuosa con cime che superano i 2700 mt slm (Monfandì 2820 la cima più alta) tra

le quali spicca la piramide del Monte Marzo ( 2756 mt slm) che separa la Valchiusella dalla Valle

di Champorcher.

Date le sue caratteristiche geomorfologiche, la Valchiusella presenta un clima assai variabile con

in genere primavere ed estati assai instabili e tendenzialmente piuttosto piovose ed inverni al contrario più asciutti.

Gli insediamenti abitativi non sono particolarmente numerosi ( in valle risiedono poco più di

5000 abitanti) ed anche gli insediamenti produttivi di tipo industriale risultano ridotti, in particolare nell’Alta Valle. La zona più prettamente alpina è caratterizzata tutt’oggi da una

consistente presenza di aree dedicate alla pastorizia ed all’allevamento, nonché alla coltivazione

di piccoli appezzamenti di terreno.

Per tutte queste caratteristiche, la ricca flora della Valle presenta elementi di spontaneità e di

genuinità molto elevati e la scarsità di fonti di inquinamento rende gli esemplari spontanei particolarmente adatti ad un uso alimentare genuino.

Dal punto di vista alimentare, bisogna distinguere la parte del vegetale utilizzata per evidenziare le

componenti principali.Infatti diverse sono le composizioni di foglie e fusti rispetto a frutti e bacche

o radici e tuberi.Se le parti utilizzate del vegetale sono parti aeree ( foglie, fusti,fiori) si troveranno

principalmente sali minerali, vitamine zuccheri e soprattutto fibre, mentre nelle parti più polpose

(frutti, bacche) sarà maggiore la presenza di carboidrati complessi.Nelle radici e nei tuberi troveremo ancora elevate percentuali di fibre ( cellulosa) insieme alla altre componenti di cui sopra.

I vegetali contengono in genere poche proteine; se ne ritrovano discrete quantità in alcuni

frutti, in particolare in famiglie quali le Leguminose e le Graminacee.

Volendo portare qualche esempio, si potrebbe citare la discreta presenza di Vitamina C negli esemplari di Acetosella o di Rumex Acetosa. Tra i minerali un ruolo fondamentale spetta

certamente al Potassio presente in buona quantità praticamente in tutti i vegetali, in particolare

nelle foglie e nel fusto. ( ad es Ortica, Parietaria). Altri elementi di cui sono in genere ricchi i

vegetali sono Sodio, Cloro, Magnesio, ed in quantità minori altri elemtenti quali Rame Ferro

e Manganese.In alcune specie si possono poi ritrovare discrete quantià di elementi solforati: in

particolare nella famiglia delle Crucifere ( Alliaria, Borsa del Pastore) o nei bulbi delle Liliacee

( Aglio Orsino, Aglio vineale, Cipollaccio col fiocco ecc.).Questi elementi insieme alla presenza

di fibre indigeribili possono rappresentare un utile apporto nutrizionale al fine di un corretto

funzionamento dell’apparato digerente.

 

Si potrebbero fare numersi altri esempi sulla validità nutrizionale delle erbe spontanee, ma questo

aspetto verrà sviluppato nella descrizione dei singoli soggetti. Cosa importante da rimarcare invece

qui è la necessità di valutare correttamente il ciclo di vita del vegetale per poter usufruire al meglio

delle sue proprietà nutrizionali. Se si intendono raccogliere le parti aeree dei vegetali , è bene

che la raccolta avvenga nelle prime

 ore del mattino scegliendo soggetti in buono stato e ben                              

sviluppati;.le rosette basali vanno invece raccolte quando sono ancora tenere, in particolare

se si intende utilizzarle crude. I fiori ( ad es Timo) vanno raccolti a piena fioritura ancora nelle

prime ore del mattino quando sono più ricchi di principi nutritivi, in particolare di oli essenziali

volatili. Per quanto riguarda invece radici e tuberi ( e cortecce), questi vanno raccolti generalmente

quando il vegetale è a riposo ( Autunno) in quanto in queste parti si accumulano di preferenza i

materiali di riserva ad alto valore nutritivo.Cosa molto importante, prima di utilizzare i campioni

raccolti è necessaria una accurata pulizia ed un abbondante lavaggio in acqua corrente in modo da

rimuovere gli inquinanti.Questo in alcuni casi è di fondamentale importanza come ad es. per il

Crescione ( Nasturzium Officinalis) , o per il suo parente stretto Billeri Amaro (Cardamine amara) tra le cui foglie si

annidano spesso dei parassiti.

 Bardana selvatica 100

( Bardana selvatica)

La tradizione popolare annovera numerosi piatti e ricette di consolidata fama in cui vengono utilizzate piante ed erbe spontanee.: uno degli esempi più caratteristici è rappresentato certamente

dalla ” Zuppa di ajucche” il cui ingrediente principale è rappresentato da esemplari di varie specie

di Phyteuma. Ma numerosissimi sono i vegetali di uso comune nella cucina della Valle: dal diffusissimo e notissimo Tarassaco, alla preziosa Ortica, al saporito Buon Enrico, alle erbe aromatiche tra cui primeggia

il Timo ecc.

Di fondamentale importanza per un corretto e sicuro utilizzo di erbe spontanee nell’alimentazione è

la certezza del riconoscimento degli esemplari raccolti e la conoscenza delle caratteristiche nutrizionali degli stessi onde evitare spiacevoli inconvenienti. Non va dimenticato infatti che alcuni

vegetali presentano caratteristiche morfologiche simili per cui prima di farne uso è bene essere certi

di cosa si raccoglie. In secondo luogo non va dimenticato che alcuni vegetali possono dar luogo a

forme di allergia ( ad es la Parietaria) o contenere sostanze che se assunte in quantità elevate in

soggetti predisposti possono creare disturbi . Ad esempio quantità eccessive di Acetosella (Oxalis acetosella) o di Acetosa (Rumex Acetosa) possono portare ad un accumulo di acido ossalico che in soggetti predisposti possono portare alla formazione di calcoli renali.

Il presente volume rappresenta quindi un utile strumento per avvicinare il profano al mondo delle

erbe spontanee ad uso alimentare abbondantemente presenti in Valchiusella, ma è anche un opera

che offre spunti di approfondimento e di riflessione ad esperti del settore.

Dr Ravetto Enri Ernesto

Laureato Presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Torino.

Farmacia Linda. Ivrea

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