Conoscere la Valchiusella tra presente e passato

 IL NOCE

Il noce (Juglans regia L.) proviene originariamente dall’Asia, in particolare dalle pendici dell’Himalaya ed è stato introdotto in Europa nell’antichità.

Il nome scientifico deriva dal latino “Jovis glans”e cioè “ghianda di Giove”, poiché per gli antichi romani il noce era la pianta consacrata al re degli dei; mentre l’aggettivo “regia”indica che questa pianta è stata introdotta in occidente dai re di Persia.

Il noce è un albero dal fusto eretto, ricoperto da una corteccia grigio chiara e liscia in gioventù, che si scurisce e fessura longitudinalmente con l’invecchiamento della pianta; la parte di tronco libera dai rami non è molto alta, ma la folta chioma, generalmente tondeggiante, può raggiungere un’altezza sino a 20 o 30 metri. Le foglie sono composte di 5-7 foglioline con margine intero, leggermente appuntite, disposte lungo un supporto centrale in maniera impari, di colore verde chiaro sotto e più scuro superiormente. Esse producono una sostanza tossica, che rende il terreno sottostante poco gradito agli altri vegetali, ragione per la quale non vi sono ricrescite di altre piante sotto un noce ed è possibile vedere queste piante crescere solitarie anche in mezzo ai pascoli, così come raramente esso è presente nelle foreste. Fiorisce tra aprile e maggio. Si presentano sulla stessa pianta sia i fiori maschili, alla base dei rami dell’anno precedente, che quelli femminili, inseriti all’estremità dei rami dello stesso anno; da questi si sviluppa l’involucro che diviene carnoso crescendo e avvolge il frutto.Il frutto del noce è una drupa, composta da un involucro esterno carnoso e odoroso (il mallo), un nocciolo interno legnoso di forma ovale e diviso in due valve che contiene il seme (gheriglio) che è la parte commestibile. La noce è utilizzata principalmente come frutta, ricca di grassi e proteine, è alimento molto energetico, oltrechè ricco di preziosi nutrienti dalle proprietà terapeutiche; i grassi polinsaturi in essa contenuti contribuiscono alla riduzione del colesterolo cattivo ed i trigliceridi, mentre gli aminoacidi di cui è ricca prevengono i fenomeni di arteriosclerosi. Sono inoltre ricche di sali minerali quali reme, zinco, ferro e fosforo, nonché vitamine del gruppo B e vitamina E.

La ricchezza di lipidi della noce permette che se ne estragga un delizioso e prezioso olio, dal sapore delicato e particolare, delizioso condimento da utilizzare solo crudo, squisito con il tarassaco tenero che si raccoglie in primavera. L’estrazione dell’olio si effettua schiacciando i gherigli essiccati con una mola, ottenendo una pasta che, pressata, a caldo o a freddo, fornisce l’olio. I pannelli che restano dopo l’estrazione dell’olio possono poi ancora essere utilizzati per l’alimentazione zootecnica oppure per realizzare dolci.

Altro prodotto da non dimenticare che si realizza con le noci è il famoso liquore Nocino, che si produce macerando in alcool le noci non ancora mature, in giugno o luglio.

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Del noce è inoltre particolarmente pregiato il legno, apprezzato per la realizzazione di manufatti di valore in quanto facilmente lavorabile e di lunga durata. Viene utilizzato per produrre mobili, strumenti musicali e calci di fucile. Il legno di noce, ricco di tannini, ha la caratteristica di tenere lontano le tarme da quanto contenuto nei mobili con esso realizzati.

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Manufatto in noce .

La pianta del noce ha la particolarità di tenere lontano zanzare e mosche ed è questa la ragione per cui è spesso presente nei cortili e vicino alle case.

Diverse credenze popolari sono legate al noce: esso è considerato simbolo di fortuna, dispensatore di doni e fertilità; gli antichi romani facevano piovere noci sugli sposi e ancora oggi si crede che negli anni in cui i noci sono particolarmente carichi di frutti nasceranno più bambini che bambine.

Per tutte queste sue caratteristiche e molteplici utilizzi, il noce cresce ed è coltivato in tutto il mondo, particolarmente nelle zone collinari e sino ad un’altezza di 1200 metri.

In Valchiusella è molto diffuso e da sempre considerato dalle famiglie una ricchezza ed un bene prezioso. In particolare in tempi passati e di poche ricchezze per le popolazioni contadine della Valle, esso costituiva fonte di cibo, elemento di ricchezza in quanto i preziosi frutti, ricercati per la produzione di olio, venivano venduti con profitto, fornitore di legno prezioso e duraturo per la produzione di mobili e utensili. E quando, alla fine della sua vita, che può arrivare ai 120-150 anni, veniva abbattuto, anche le radici venivano accuratamente estratte, in quanto anche la radica è preziosa e ricercata.

Possiamo perciò concludere che il noce è a ragion veduta considerato albero dispensatore di fortuna, giacchè tanta ricchezza prodotta ne rende fortunato chi lo possiede.

Elisa Scribante.

 

 

L’OLIO DI NOCE

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