IL CASTELLO DI BROSSO.

RESTI (RUDERI – TESTIMONIANZE) DEL CASTELLO DI BROSSO (SECC. XII-XIV)

 

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LA PRIMA TESTIMONIANZA DOCUMENTALE DELL’UNICA STRUTTURA FORTIFICATA DELL’ALTA VALLE DEL CHIUSELLA ( VAL DI BROSSO) RISALE ALL’ANNO 1186, QUANDO IL “DOMINUS” GUGLIELMO DEI SIGNORI DI CASTELLAMONTE STIPULA UN ATTO “IN CASTRO BRUCII, IN DOMO PREDICTO WILIELMUS…”.

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ALL’EPOCA IL CASTELLO E’ QUINDI GIA’ EDIFICATO E SEDE RESIDENZIALE DI UN RAMO DEI CONTI DI CASTELLAMONTE CHE, POCHI ANNI DOPO, NEL 1210, RISULTERA’ AVERE ASSUNTO, DA QUEL CENTRO DI POTERE E CONTROLLO SUL TERRITORIO CIRCOSTANTE, IL NUOVO PREDICATO NOMINALE (TITOLO) DI “COMITES DE BROCIO”.

 

QUESTO INSEDIAMENTO FORTIFICATO (IL CUI PERIMETRO COMPRENDEVA ANCHE IL LUOGO DELL’ATTUALE CIMITERO E LA CONTIGUA CHIESA “DI CASTELLO” DEDICATA A SAN MICHELE) FU PER CIRCA DUE SECOLI IL CENTRO POLITICO-GIURISDIZIONALE DELLA VAL DI BROSSO E SEDE TANGIBILE DEL DOMINIO DI QUEI SIGNORI SULLE POPOLAZIONI DELLA VALLE.

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UN DOCUMENTO DEL 1385 CI INFORMA CHE LA MANUTENZIONE DELLA STRUTTURA ERA GARANTITA DA “ROIDE” (PRESTAZIONI GRATUITE) DEI SUDDITI, CHE ESSA ERA DOTATA DI “PORTONARIUM” E  “TORREACIUM” ED ERA LA RESIDENZA STABILE DI UN CASTELLANO.

 

NEL 1386, ALLO SCOPPIO DELLA VIOLENTA RIVOLTA POPOLARE CONTRO I FEUDATARI NOTA COL TERMINE DI “TUCHINAGGIO”, IL CASTELLO DI BROSSO E’ REPENTINAMENTE ASSALITO, SPOGLIATO E DISTRUTTO: IL CASTELLANO GIOVANNI DI MONTALENGHE E LA MOGLIE MARGHERITA VENGONO TORTURATI CON VIOLENZA TALE DA PROVOCARNE LA MORTE (LA TRADIZIONE POPOLARE LI VUOLE ADDIRITTURA RINCHIUSI IN UNA BOTTE E ROTOLATI DALL’ALTURA).

 

DA ALLORA NON SARA’ PIU’ RIEDIFICATO, NONOSTANTE LA SUA RICOSTRUZIONE FOSSE PERIODICAMENTE RICHIESTA E PREVISTA IN SUCCESSIVI DOCUMENTI DEL 1391 (FINE PRIMA RIVOLTA TUCHINA), DEL 1551 (FINE SECONDA RIVOLTA TUCHINA), DEL 1465 (STATUTI DELLA VAL DI BROSSO) E DEL 1470 (STATUTI DEL CONSORTILE DELLA VAL DI BROSSO).

 

 

Guglielmo Berattino.

RESPONSABILE DEL SITO

Luigi Bovio

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Andrea Tiloca, Mauro Gillio, Enrico Bovio
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