ECONOMIA

L’economia della valle è sostanzialmente di tipo misto. Finita l’epoca della Olivetti, la quale occupava gran parte della forza lavoro maschile e femminile negli stabilimenti di Ivrea e Scarmagno e in quello valligiano di Vidracco, la Valchiusella, con i suoi giovani, è tornata, sotto certi aspetti, a riscoprire le attività agropastorali che però non erano mai state totalmente abbandonate. Sono diverse le stalle moderne e i piccoli allevatori localizzati principalmente in alta valle. L’attività estrattiva, che fino agli anni ’50 era fiorente, oggi è limitata alle Cave di Vico, Traversella e di Brosso, le quali posseggono materiali molto apprezzati ed esportati all’estero.

Gli ultimi anni, hanno visto anche un rifiorire delle attività artigianali della lavorazione del legno e della pietra. Considerevole anche la presenza di molte imprese edili di medie e piccole dimensioni e di altre attività imprenditoriali a prevalente conduzione familiare.

Fino al 2010, anno in cui la struttura è stata trasferita ad Agliè, era da evidenziare la presenza dell’Istituto di Ricerca Tecnologica Meccanica di Vico (R.T.M.) nato nel 1966 da un accordo tra Fiat, Olivetti e Finmeccanica,  nel quale di studiano i laser e altri sistemi all’avanguardia nel mondo. Oggi, anche la realtà trasferitasi, è stata chiusa dopo varie vicissitudini.


Il turismo, pur non avendo conosciuto lo sviluppo della vicina Valle d’Aosta, occupa un voce abbastanza importante nel sistema produttivo valligiano, ma è concentrato quasi totalmente nell’alta valle. Sono molte e di diverso tipo le attività di ristorazione e nell’ultimo decennio sono sorti diversi agriturismi di piccole dimensioni.


Punto di grande interesse è la Palestra di roccia del C.A.I. a Traversella, molto frequentata.

Copia di traversella

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