Conoscere la Valchiusella tra presente e passato

APPENA FUORI VALLE

AI CONFINI CON LA VALCHIUSELLA

L’accesso stradale in Valchiusella è garantito da tre direttrici principali:

per chi arriva dalla Serra, si sale l’erta denominata Marsa che collega Lessolo ad Alice Superiore;

per chi arriva dal Canavese occidentale, si accede da Baldissero Canavese e si incontra come primo centro Vidracco;

per chi arriva dalla zona precollinare denominata Pedanea, ci si immette dal paese di Strambinello e si arriva verso Vistrorio.

PAESI LIMITROFI ALLA VALCHIUSELLA:

LESSOLO – BALDISSERO CANAVESE – STRAMBINELLO

LESSOLO

Posizione e Tracce storiche

Lessolo è un centro di oltre 2000 anime con le annesse frazioni di Magnus (uno dei pochi centri d’Italia a conservare ancora il nome di luogo romano) e Calea. Il paese sorge sulla destra orografica della Dora Baltea e parte da un’altitudine di circa 270 metri per inserirsi dolcemente nel vallone di Chy e su per i pendii che conducono a Brosso. I confini comunali incontrano quindi Brosso, Alice Superiore e l’isola amministrativa del comune di Vico denominata Costa, poco sopra il curvone denominato Cafoggia.

Il centro abitato conserva antiche costruzioni con ballatoi in legno e arcate canavesane, accanto a più moderne e quantunque eleganti case e si spinge su un altipiano che domina il paese e nel quale sorgono a breve distanza la tardo cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire con l’adiacente settecentesco campanile e il castello dei conti Cagnis. Nel centro storico sono di notevole pregio le fontane e palazzo Galleani, eretto nei primi anni del XIX secolo, dall’omonimo nobiluomo vice re di Sardegna sotto re Carlo Alberto. Nelle sale di quest’abitazione signorile vi sono pregevoli affreschi.

Il toponimo pare derivare dal latino Lesulum = pascolo secondo il Du Change, mentre per il Serra  proverrebbe dal nome proprio Leuzolo.

Lessolo dipese dalla parrocchia di Brosso fino al 1246, quando fu presa in possesso dal capitolo eporediese e poi, nel 1305 elevata al rango di parrocchia.

Amministrativamente invece dipese fino al XI secolo dal Vescovo di Ivrea, poi passò ai conti San Martino di Castellamonte e di Baldissero, ai Solerio, indi ai Savoia nel XIV secolo.

Tra i principali nomi degli altri feudatari: Carrocci Fiocchetti, Lesna, Riva, Alberga di Ivrea, Corbetta Bellini, Cagnis, Panissera di Moncalieri, Perrigotti, Vialardi di Biella, Escoffier, Brida.

Tra le date principali del suo percorso storico si ricorda il sacco del paese, avvenuto per mano di Antonio da Mazzè tra il 1383 e il 1384 e l’invasione che subì dai tuchini brossesi nel 1450.

Tra i personaggi di spicco del paese si ricordano il tenente colonnello Carlo Brida aiutante in campo del generale Giuseppe Garibaldi; Pietro Peretto morto nel 1870 a ventisei anni a Roma nei combattimenti di Porta Pia; Francesco Ruffini, nato a Lessolo nel 1863, giurista e storico, il quale insegnò a Pavia, Genova e Torino. Nel 1914 fu nominato senatore del Regno e divenne ministro dell’Istruzione Pubblica. Dovette lasciare l’insegnamento nel 1931 per aver rifiutato di prestare giuramento di fedeltà al fascismo. In quell’anno si ritirò a Borgofranco dove proseguì l’attività di studioso e scrittore. Si spense a Torino nel 1934.

Economia

Sul finire dell’ottocento erano attive a Lessolo tre cave di calce, dodici fornaci e una cava di pirite, in frazione Calea, che esportava parte del materiale nel Regno Unito.

In località Magninengo esiste ancora oggi un bellissimo mulino.

Nel secolo scorso, terminate le attività estrattive, la maggior parte della forza lavoro fu assorbita dall’industria Olivetti e dal settore agricolo. La proprietà terriera lessolese è infatti molto frazionata e nel 1971 vennero censite ben 219 aziende agricole. Mentre nella parte pianeggiante si coltivano granoturco e cereali, la zona collinare è ricca di vitigni dai quali si ricava un buon vino rosso e un passito.

Oggi è florido l’artigianato con molte industrie edili, meccaniche, di decorazione delle ceramiche e lavorazione di pizzi.

Lodevoli le iniziative ricreative e culturali, come il popolare carnevale e il ben riuscito Settembre Lessolese.

Il paese è sede comunale,  parrocchiale, di scuola media, elementare, dell’infanzia e asilo nido. Vi si trova l’ufficio postale, la farmacia e l’ambulatorio medico.

BALDISSERO CANAVESE

Posizione e Tracce storiche

Baldissero si estende in posizione pianeggiante a pochi chilometri da Castellamonte ai piedi dei Monti Pelati (anche detti Pera Marsa), un promontorio unico nella zona per la particolarità della quasi totale mancanza di vegetazione e per la ricchezza al suo interno di giacimenti di magnetite, giobertite, baldisserite e silicati.

Il paese è irrigato da numerosi canali che traggono le acque dai torrenti Malesina e Chiusella, ed ha come edificio principale l’ottocentesca chiesa baroccheggiante a croce greca, dedicata alla Vergine Assunta e a San Martino, progettata dall’architetto Vittorio Alli,  mentre sulla collinetta che sovrasta il centro storico si erge il castello del XII secolo, oggi ampiamente rimaneggiato.

A poche decine di metri sorgono le due frazioni Pramonico e Bettolino.

La parte nord del suo territorio confina con Vidracco.

L’origine del nome si farebbe derivare da Balderius o Baloardus = baluardo, fortificazione.

Nel XIII secolo Baldissero era un feudo minore, poi, il 19 marzo 1228 il marchese del Monferrato ne fece personale dono al Vescovo di Ivrea.

Anche se il paese era sotto la potestà del marchese, il castello era proprietà dei Conti San Martino che lo avevano ricevuto in dono da Oberto di Castel Romano.

Nel 1265 nacque il ramo dei San Martino di Baldissero con capostipite il conte Guglielmo.

Nel 1349 il paese fece giuramento di fedeltà ai Savoia, ma ciò non gli impedì di partecipare ai moti insurrezionali del Tuchinaggio.

Dal 1714 il castello fu proprietà prima dei marchesi Ripa di Meana, poi della casata castellamontese dei Pullino. Nel 1825, ricorda una lapide, il maniero fu visitato dal re Carlo Felice.

Economia

L’economia del paese si basò in passato sulla pastorizia e su qualche piccola coltura, ma fu sempre strettamente legata al vicino, più grande centro di Castellamonte.

Il paese è sede comunale, parrocchiale, di scuola dell’infanzia, di ufficio postale e di dispensario farmaceutico.

STRAMBINELLO

Posizione e Tracce storiche

Strambinello ha inizio dal Ponte dei Preti, sotto il quale passa il torrente Chiusella, e si spinge fino al costone morenico che segna l’inizio della Valchiusella. Come superficie comunale (2,15 kmq) è tra i più piccoli centri piemontesi. A nord confina con Vistrorio e Lugnacco.

Grazie alla sua soleggiata posizione, possiede un clima temperato e un paesaggio agreste molto suggestivo. Il nucleo centrale si erge in posizione declinante lungo una via stretta con molti edifici di sapore medievale.

Verso la località Baraccone, si trovano i ruderi di un antico maniero dei conti San Martino di Castellamonte.

Tra le costruzioni principali la chiesa parrocchiale di Sant’Ilario con volta a botte, la Torre a pianta quadrata del XII-XIII secolo, punto d’avvistamento per l’ingresso in Valchiusella e il Vecchio Forno in cui anticamente si trovavano il torchio per la spremitura delle noci e il torchietto atto ad estrarre dai vinaccioli l’olio per le lampade. Oggi restaurata, l’area ospita una interessante macchina per lo spegnimento degli incendi che fu proprietà della locale società antincendio denominata “La Strambinellese”.

Il nome dovrebbe avere attinenza con quello del più grande centro di Strambino, poiché i due territori avevano feudi in comune e comunque trae origine da strambus = storto, poiché la parte antica è situata nell’obliquo pendio collinare.

Strambinello fa parte della zona che assieme a Quagliuzzo, Colleretto, Loranzè e Parella, gli antichi romani denominarono Pedagna o Pedanea, poiché era zona di dazio.

Il feudo compare in un atto per la prima volta nel 1142 e risulta essere di proprietà di Guglielmo di Mercenasco il quale, in quell’anno, prestò giuramento ai Savoia.

Il castello di Strambinello venne diroccato dalla ferocia della rivoluzione detta Tuchinaggio.

Il 25 giugno 1430 il duca Amedeo VIII di Savoia cedette Strambinello, Baio e Parella, in cambio di Vische, al Vescovo di Ivrea Giacomo De Pomariis originario di Drusacco (vedi pagina).

Tra i feudatari del luogo: i San Martino di Parella, di Castellamonte, i Del Pozzo, i Bersano e i Valperga di Barone.

Economia

In passato era un centro di agricoltori e vignaioli, poi, con l’avvento dell’Olivetti, la forza lavoro si concentrò in fabbrica.

In località Canton Caserio, vicino al Ponte dei Preti, si trova la centrale idroelettrica alimentata dalle acque che arrivano da un condotto interrato che attinge dal bacino artificiale del Chiusella, posto alla Gorgia di Gussej nel territorio di Vidracco.

Il paese è sede comunale e parrocchiale.

Il tempo che fa
Valchiusella
29 maggio 2017, 13:43
Prevalentemente Soleggiato
Prevalentemente Soleggiato
24°C
Temperatura percepita: 29°C
Pressione: 1020 mb
Umidità: 49%
Vento: 1 m/s ENE
Raffiche di vento: 2 m/s
Alba: 05:45
Tramonto: 21:07
Previsione 29 maggio 2017
Giorno
Parzialmente Soleggiato con Temporali
Parzialmente Soleggiato con Temporali
24°C
Vento: 1 m/s N
Raffiche di vento: 2 m/s
Previsione 30 maggio 2017
Giorno
Parzialmente Soleggiato con Temporali
Parzialmente Soleggiato con Temporali
25°C
Vento: 1 m/s NNE
Raffiche di vento: 2 m/s