Conoscere la Valchiusella tra presente e passato

OroalpiniL’attuale Gruppo Alpini della Valchiusella, composto dalla sezioni di Traversella, Vico, Lugnacco, Issiglio, Vidracco, è nato nel 1951, ma pare che il primo gruppo valligiano sia stato creato nel 1930 e si sia sciolto durante il secondo conflitto mondiale. Sono in corso ricerche per conoscere le date e ricostruire una lunga ed interessante storia.

Tra i promotori del 1951 è ancora in vita, Pietro Cesare Prola di Vico (1919-2014), il quale fu per anni memoria storica di molti avvenimenti valligiani.

Silvio Franza 2Oggi i vari gruppi valligiani si occupano di protezione civile, di assistenza e di varie forme di volontariato. A dirigerli è Silvio Franza 1Marcello Pastore, il quale era già nel consiglio direttivo col suo immediato predecessore, Silvio Franza (nelle foto in alto e a sinistra) anima pulsante per molti anni. Franza, nato a Vico nel 1944, fu sempre impegnato su vari fronti, non ultimo quello amministrativo,  – Sindaco di Vico e vicepresidente della Comunità Montana,  e più volte consigliere comunale e comunitario – è stato stroncato da un male inesorabile nella primavera del 2010. Con lui si è spento un pioniere, un ricercatore, un uomo attivo su vari fronti per il bene della valle.

Prima di lui, che da decenni era capogruppo, lo fu il compianto Savino Oberto (nella foto a destra con i nipoti Lara e Marco), anche lui uomo attivo, dinamico, Savino Obertosempre pronto a disposizione del prossimo.

Il 4 luglio 2010, durante il XXV raduno valligiano degli Alpini (nella foto in basso la cerimonia nella chiesa parrocchiale) il capogruppo Marcello Pastore e il sindaco di Vico Antonio Nicolino, hanno consegnato alla moglie di Silvio, Flavia, una medaglia ricordo, segno tangibile dell’affetto e della stima che egli aveva in valle, nel Canavese e altresì all’interno dell’A.N.A., palesatasi anche durante la cerimonia funebre tenutasi qualche mese prima nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e presieduta dal Vicario Generale della Diocesi di Ivrea, monsignor Arnaldo Bigio. Nella toccante omelia funebre, monsignor Bigio, che era amico di Franza, ne ha ricordato le peculiarità del carattere, l’impegno e ha tratteggiato con grande garbo la sua figura asserendo tra l’altro: “ In un  tempo in cui tutti quanti siamo portati a pensare principalmente a noi stessi e alla nostra pancia, si fa ancora più amara la perdita di uomini che, come Silvio, hanno speso l’esistenza per il bene comune ed in favore del territorio”.

Ora il testimone passa a Marcello Pastore e alla sua squadra che continua il secolare, alacre lavoro degli alpini. Justitia et fide conservabiture (Sarà conservato con giustizia e fede).

25 raduno alpini 4 luglio 2010 1

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Natale 2014 010

Gli alpini in visita all’Istituto Sant’Antonio (2014)

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Consegna del defibrillatore regalato dagli Alpini all’Istituto Sant’Antonio – dicembre 2014

 

IL RADUNO DI VICO DEL 1930

tricoloreRiportiamo di seguito il testo di un documento storico che attesta la presenza del Gruppo Alpini Valchiusella prima del 1951. Il motto è “Tucc un” , ovvero “Tutt’uno” nell’accezione di “Tutti per uno” ed è il motto che ad alcuni storici è parso di ravvisare nell’etimo della parola Tuchino, ossia, combattente che ha partecipato al Tuchinaggio (vedi pagina sul nostro sito nella categoria STORIA).

Il proclama che riportiamo parla di Alberto Picco, il quale ebbe i natali a La Spezia nel 1894 da padre Spezino e da madre valchiusellese. La sua mamma era infatti Emma Giono di Inverso.

Alberto Picco, il quale passò parte dell’infanzia e dell’adolescenza in Valchiusella, fu tra i fondatori dello “Spezia Calcio” nel 1911, di cui poi divenne giocatore e capitano: è infatti suo il primo goal che la formazione segnò nella prima partita disputata nel 1912. La sua strada di calciatore fu interrotta dalla chiamata alla armi nella Prima Guerra Mondiale.300px-La_Spezia_-_Interno_Stadio_Picco

Picco fu sottotenente degli Alpini del battaglione Exilles. In guerra trovò la morte il 16 giugno 1915 durante l’espugnazione del Monte Nero per salvare la vita ai commilitoni. Ebbe numerosi riconoscimenti tra i quali l’intitolazione di un rifugio nelle Alpi Giulie, costruito nel 1928 e demolito nel 1951. Nel 1919 gli venne intitolato lo stadio di La Spezia (nella foto in alto), il quale porta tutt’oggi il suo nome. Nei giardini pubblici del capoluogo ligure, dal 1966, esiste un monumento in sua memoria.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

Gruppo “Valle del Chiusella”  Tucc un!

Adunata a Vico Canavese

                                         per il 28 settembre 1930  –  (VIII)

Camerati Alpini e Amici degli Alpini,

Prima che gli algori dell’inverno turbino la dovizia di verde e di azzurro delle nostre vallate, gli Alpini e gli Artiglieri Alpini della Valle del Chiusella, si danno la voce per una grandiosa adunata di buona e cordiale ‘scarponeria’ in Vico Canavese, per il 28 settembre.

Con l’intervento di Autorità Civili, Militari, ed Ecclesiastiche, sotto gli auspici dei rappresentanti della Associazione Nazionale Alpini, verrà battezzato un nuovo gruppo del X Alpini, intitolato alla Valle del Chiusella, e destinato a raccogliere sotto i propri labari tutte le vecchie e le giovani “Penne d’Aquila” in congedo della vallata.

Sara benedetto il gagliardetto del nuovo Gruppo, offerto dalla madrina, signora Emma Picco Giono, la madre venerata e inconsolabile della Medaglia d’Oro Alberto Picco, giovanetto ormai leggendario, che sotto i cieli e per le balze della Valle del Chiusella educò l’animo a tali entusiasmi e a tali ardimenti da poter donare, in soli venti giorni di guerra, alla gloria del suo nome, tre superbe decorazioni al valore, alla gloria degli Alpini, la conquista del Montenero, alle glorie della Patria e dell’Umanità, una delle più fulgide figure di eroe: eroe il cui sacrificio, cosciente e volontario, valse a risparmiare alte migliaia di vite.

“Tucc un!” sarà il motto del nuovo Gruppo, come impegno di solidarietà tra tutti gli aderenti e come dovere di ossequio alle tradizioni della valle, cui la ferrea unione degli abitanti diede un tempo la forza per patteggiare, da pari a pari, colle stesse legioni di Roma e, più tardi, per lungo volgere di anni, durante il Medioevo, la facoltà di offrire a tutti gli amici dei dintorni tutela e vendetta di fronte all’arbitrio o al sopruso dei prepotenti, mediante l’intervento di quelle squadre, giustiziere dei “Tucc un!”, di cui il nuovo Gruppo Alpino non vorrà dimenticare l’esempio, né per gli ardimenti delle guerre che ancora volesse la Patria, né per le esigenze della pace.

Alla adunata non vorranno mancare tutti quegli Amici degli Alpini che abbiano ragioni di simpatia e di rapporti colla Vallata del Chiusella, e particolarmente non mancheranno quegli Amici Canavesani che sanno restare fedeli ad un altro motto di solidarietà e di forza regionale; quello della “Concordia Canapicientium” , per cui è motivo di avvicinamento e di unione ogni ragione di dolore o di festa del proprio vicino.

L’adunata sarà allietata da un notevole programma di festeggiamenti, fra i quali sono particolarmente da segnalare le proiezioni gratuite di pellicole sulle gesta degli Alpini (gentilmente favorite dalla Sezione di Torino della’A.N.A.), un “Rancio fuori ordinanza” (cui potranno partecipare, insieme con gli Alpini adunati, tutti gli Amici del Alpini intervenuti) ed un Concorso Libero per Cori e Canzoni Alpine, tale da costituire una vera caratteristica della prossima riunione. 

La giornata di scarponeria e di ricordi, dovrà essere preludio alla Celebrazione Ufficiale nella vallata dell’eroe Alberto Picco, mentre la riunione dovrà cementare gli animi di tutti i convenuti, per tutti gli entusiasmi, per tutte le prove, per tutta la solidarietà della pace, come fu per la guerra, nel motto del Gruppo della Valle del Chiusella: “Alpini! Tucc un!”.

IL COMITATO

A questo proclama era acclusa la nota di prenotazione del pranzo che costava 14,50 lire, il programma della manifestazione e i premi per il concorso di cori che contemplava anche canti ‘lepidi’ , purché sani, perché … Alpini!

I premi erano di 250 £ al primo classificato, di 150£ al secondo e di 100£ al terzo.

V’era anche questa carinissima poesia del grande poeta piemontese Nino Costa, di cui riportiamo la prima terzina.

JE SCARPON

I re dla montagna

Alpin, giovo e vei,

s’as treuvo ‘n tla bagna

sôn tuti fradei.

 

A deurmo për tera

ai pias ël vin bon,

ma ‘n pas, come ‘n guera

son cheur da lion.

 

e dnanss a na bota

o contra ‘l nemis,

j’è gnunn ch’a ‘anfota,

j’è gnunn ch’a tradis.

Si ringrazia il Gruppo Alpini della Valchiusella, nella persona del capogruppo Marcello Pastore,  per l’apporto del materiale di cui sopra.

Inseriamo di seguito alcune immagini di Alpini di Trausella che hanno preso parte alla Prima Guerra Mondiale.

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