ALBERTO PICCO

CALCIATORE E EROE

TargaPicco

 

Alberto Picco nacque a La Spezia il 14 luglio 1894 da padre spezino e da madre valchiusellese. Quest’ultima si chiamava Emma Giono ed era nativa di Invreso.

Alberto fu tra i fondatori e i primi giocatori dello Spezia Calcio nel 1906. Nel 1912 conseguì il diploma in ragioneria.

Con lo scoppiare della Prima Guerra mondiale, Alberto fu richiamato sotto le armi. Riprese il grado di sottotenente del corpo degli Alpini nel Battaglione Exilles.

Si distinse per ardimento impareggiabile tanto che, dopo la sua scomparsa, si diffuse il detto: “fare cose da picco” quando si compiva un’azione particolarmente coraggiosa.

Perì nei pressi di Caporetto, sulla riva sinistra del fiume Isonzo, nella battaglia per la conquista del Monte Nero il 16 giugno 1915.

Trovò subito sepoltura a Dresenza, poi, nel 1924, per volontà del fratello, le sue spoglie mortali furono traslate nel cimitero monumentale di Torino.

Nel 1919 gli venne intitolato lo stadio de La Spezia e nel 1966, sempre nel capoluogo ligure, fu eretto un monumento in suo onore.

Il 28 settembre 1930, il Gruppo Alpini Valchiusella lo ricordò in una cerimonia svoltasi a Vico, alla presenza di numerose autorità civili, del fratello dell’eroe e della mamma Emma Giono.

Quest’ultimi trascorsero alcuni periodi estivi nella casa parrocchiale di Drusacco, come ricorda nelle cronache il prevosto del paese don Emilio Grassis, che resse la parrocchia dal 1934  al 1967.

Alberto Picco, in soli venti giorni di guerra, conseguì due medaglie di bronzo e dopo la sua prematura scomparsa la medaglia d’argento al valor militare, conferitagli con motu proprio dal re Vittorio Emanuele III.

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