ANNA MARIA TALASSANO

Anna Maria Talassano, donna teneramente forte e fortemente tenera, riesce a coniugare nella sua poesia la sua anima montana e la sua anima marina e dalla sua lirica emerge il volto di una donna che non ha mai smesso di sognare, di amare e di credere in Dio e nell’uomo, di una donna che guarda il mondo con fiducia e con speranza. La sua forza deriva dal fatto che questa sua speranza non è utopica, ma basata su salde fondamenta che sono la sua fede e il suo amore per chi e per ciò che la circonda.

Per finire, la parola le appartiene, le è connaturale, le è amica e complice.

Anna Maria Talassano è nata a Vico il 26 luglio 1928. Ha trascorso la sua infanzia a Vico, paese d’origine della mamma Rita Streito e Savona, città di provenienza del papà Francesco.

Ha intrapreso gli studi superiori nelle scuole dei salesiani ed ha successivamente conseguito la laurea in giurisprudenza all’università di Torino.

Ha trascorso gran parte della vita nella capitale subalpina assieme al marito Pietro Pennestrì e dalla loro unione è nato un figlio Pier Francesco.

Ha sempre conservato, nel concentrico di Vico, la casa dei suoi avi come preziosa icona del suo amore per la Valchiusella e come rifugio per ritrovare la sua terra.

E’ deceduta a Torino, al ritorno dalla sua consueta vacanza valchiusellese il 27 agosto 2013. Ora riposa nel cimitero di Vico.

Ha al suo attivo alcuni premi letterari e quattro pubblicazioni di sillogi poetiche:

ALA DI REMO (1985)   edito da L’autore libri di Firenze –
Grafica della Linograf di Scandicci (Fi)

I FRUTTI DEL ROVO (1988)   edito da Firenze libri –
grafica di Piccardi e Martinelli

NEL MESE DELLA DOPPIA LUNA (1997) edito da Mauro Baroni –
Grafica  G.A. di Lama di Sangiustino

VOCI DALLA PASSIONE (2008) edito da Baima & Ronchetti di Castellamonte (To)
Grafica di Andrea Tiloca

Anna Maria alla Corona Grossa di Vico - estate 2009

 
 

Come angeli caduti

Noi non siamo
ciò che siamo.

Noi siamo
la pallida immagine
di ciò che eravamo
nella mente di Dio
di ciò che saremo
nel cuore di Dio.

Quando io ti deludo,
quando tu mi deludi,
amore,
ricorda:
come angeli caduti,
noi non siamo
ciò che siamo,
ma ciò che saremo.

(da I FRUTTI DEL ROVO)

1945  –  aprile  –  1985
Ai partigiani uccisi e alle
53 case di Traversella arse
nell’ottobre 1944

È cresciuta l’erba
di cinquanta primavere
e sono tornata.

Di notte.

Alla luce delle fiaccole,
ho ritrovato,
sul vecchio muro,
le parole intatte
del loro odio,
del vostro orgoglio:
«Achtung bandengefähr».

Come rigagnoli di sangue disseccato,
i nomi sulla pietra
consegnati alla Storia.

Semi di vita
nel grembo della montagna
che vi fu madre.

(da I FRUTTI DEL ROVO)

Valchiusella

Valchiusella, grembo di viole,
ricerco polle di primavera
incoronate di narcisi.

Ancora l’antica linfa
mi disseta su prati d’ombra
ove rade genziane
raccontano d’un cielo perduto.

(da NEL MESE DELLA DOPPIA LUNA)

Non cercare il vecchio sentiero

Non cercare il vecchio sentiero
Non abita più là.

Ha raggiunto altri vecchi percorsi
nel labirinto della memoria
dove solo può esistere.

Le nostre primavere
sono sepolte lassù,
sotto la coltre d’autunno
quando le betulle si colorano d’oro
e il sentiero ritrova la luce.

Allora, non cercare:
altre orme si sono sovrapposte,
non c’è spazio per te:
solo barriere di silenzio e di grida.

Vico 1989 (da NEL MESE DELLA DOPPIA LUNA)

La corona di spine

Eravamo grandi spine,
un vero strumento di tortura.

Quando ci calarono,
con scherno e furore,
su quel capo docile e così bello
sentimmo
l’inutile ferocia di quel gesto.

Egli ci guardò con pietà infinita
e lo seguimmo sulla croce.

Poi, rimanemmo sul Calvario,
confuse e disperse.

Qualcuna fu raccolta
furtivamente
e portò un messaggio nel mondo
ricordando,
a tutti i trafitti dal dolore
che le loro spine
saranno nel Regno
una corona di luce.

Per quell’uomo.

(da VOCI DALLA PASSIONE)

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