CANDIDO MAGLIONE

L’INGEGNER CANDIDO MAGLIONE DI VICO:

UN NOME CELEBRE NEL MONDO MINERARIO

Il suo nome assieme al cognome, formano una combinazione assai curiosa che può suscitare ilarità negli spiriti più burloni, ma la figura di Candido Maglione, fu di tutto riguardo.

Candido Giacomo, figlio di Martino Maglione e di Maddalena Saudino, nacque a Vico l’11 marzo 1876. Conseguì il diploma di geometra a Torino e iniziò subito un’alacre carriera lavorativa che lo portò ben presto nelle miniere della Sardegna. A Iglesias ottenne un secondo diploma, quello di perito minerario. Va evidenziato che, sul finire del XIX secolo, furono molti i valchiusellesi che lavorarono nei siti minerari dell’iglesiente. Candido non lesinò le sue energie e le sue spiccate attitudini metodiche per migliorare la qualità dell’estrazione e della lavorazione dei minerali.

Ma la sua sete di conoscenza e di perfezionamento non erano ancora paghe e fu così che negli anni ’20 del XX secolo, frequentò la Scuola dei Lavori Pubblici di Parigi conseguendo la laurea in ingegneria mineraria che perfezionò in Italia, ottenendo l’abilitazione alla professione.

Dopo la laurea, nuovamente in valle, fu messo a capo delle miniere Montecatini di Traversella, dove studiò ancora nuovi metodi di lavorazione e estrazione. Suo, è l’innovativo procedimento per la separazione del rame e la creazione di una nuova galleria, la “Ferriere”, nella quale si trovava un giacimento di magnetite purissima (90%). A Traversella, fece una sorprendente scoperta: in quelle miniere, esisteva un tipo di minerale esclusivo, cui diede il nome di Traversellite. Il frutto di tale ritrovamento fu immediatamente richiesto da molti istituti di mineralogia.

Il suo nome divenne ben presto conosciuto in tutto il mondo e da ogni parte si richiese la sua perizia, come fecero i noti esperti di mineralogia fratelli Prasso.

Nel 1928 la Società Montecatini lo affiancò al barone Raimondo Franchetti, nella spedizione della inesplorata Dancalia, come esperto minerario. In queste zone metallifere, l’ingegner Maglione si dimostrò, ancora una volta, un ottimo ricercatore.

Nel ricordo di chi lo conobbe, rimangono famose le brillanti descrizioni dei posti e delle scoperte, fatte con acume e fluidità.

Si spense a Vico il 6 settembre

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