DON GIOVANNI BATTISTA BERTARIONE RAVA ROSSA

DON GIOVANNI BATTISTA BERTARIONE RAVA ROSSA

UN SALESIANO IN MISSIONE

I natali a Giovanni Battista Bertarione Rava Rossa li diede Vico nella prima metà del XIX secolo. Nella modesta casa paterna, Giovanni Battista crebbe fino allo sbocciare della sua mistica vocazione. Trasferitosi dapprima a Ivrea nel seminario vescovile, poi a Torino per completare gli studi, fu proprio nella capitale subalpina che il giovane prete valchiusellese conobbe don Bosco.

Entrato a far parte dell’ordine Salesiano, divenne ben presto stimato ed apprezzato insegnante a Foglizzo prima, poi a Valsalice.

Intanto in lui cresceva lo spirito missionario sulla scia delle grandi opere che la famiglia salesiana, su impulso del suo fondatore, compiva in tutto il mondo. La sua attività didattica si spostò quindi in terra di Palestina, ove restò per alcuni anni istruendo e predicando con apprezzato successo.

palestina.

Palestina.

Quando i superiori gli chiesero di trasferirsi in Spagna, egli abbracciò anche questa missione con spirito di obbedienza e abnegazione. Qui divenne maestro e assistente della casa salesiana di Sarrià nel circondario di Barcellona. Altro posto in cui don Giovanni Battista Bertarione si fece conoscere e stimare fu il Regio Istituto Collegio di Bèjar, nel quale agì per alcuni anni prima di ritornare a Sarrià, per ricoprire l’ufficio di Catechista degli artigiani, Maestro dei novizi e Professore del ginnasio-liceo. Sempre a Sarrià esercitò con equilibro e alto giudizio di molti la funzione di confessore.

barcellona

Barcellona (porto)

Chi ne parlò e ne scrisse, ricorda la sua vasta cultura teologica e secolare: don Bertarione conosceva correntemente oltre alla lingua madre, il latino, lo spagnolo il francese e l’arabo.

Provato dalla malferma salute, rammentò sempre a se stesso e ai confratelli l’insegnamento di don Bosco per cui occorre lavorare indefessamente dimenticando se stessi per attendere alla cura delle anime e perciò accettò di buon grado l’elezione a direttore della casa salesiana di Ciudalela a Minorca.

minorca

Minorca.

Don Bertarione non ri

uscì tuttavia ad applicarsi a questo suo ultimo impegno. Appena giunto nell’isola di Minorca fu colto da improvviso malore, per cui si decise di trasportarlo subito nel suo alloggio. Giunto a destinazione domandò la stola ad un suo collaboratore e iniziò con quest’ultimo a leggere le preghiere dei moribondi fino a quando, mancandogli le forze si interruppe e invocando con un filo di voce il nome di Gesù e Maria, spirò serenamente.

Era il 26 settembre 1901.

Ne scrisse l’elogio funebre il salesiano don Antonio Aime.

Giunta la notizia a Torino si riunì subito un gruppo di preghiera nella basilica di Maria Ausiliatrice, mentre a Vico l’arciprete don Domenico Pagliotti fece suonare a lungo le campane a morto e celebrò una solenne cerimonia funebre in suffragio dell’ottimo, ardente servo del Signore.

Questo è uno dei tanti umili figli della valle di cui s’è imperdonabilmente quasi persa totalmente memoria.

nella foto: Vico, la casa parrocchiale a fine ‘800Copia di Vico prato parrocchiale 1

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