EDOARDO PEDRAZZOLI

Edoardo Pedrazzoli

MUSICA E POESIA

Edoardo Pedrazzoli nacque ad Este (Pd) nel 1903 e intraprese gli studi classici e musicali a Padova. Nei primi anni ’20 si diplomò in Pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Dopo il diploma, perfezionò l’esercizio della composizione con Mario Pilati (1903 – 1938), famoso compositore di musica da camera e sinfonica di origine napoletana.

Diresse vari concerti e spettacoli musicali, tra cui la favola musicale “Il salice d’oro” di Mangiagalli per la regia di Clemente di Ferdinando, diretta da Pedrazzoli nel 1938. Accanto all’attività di direttore d’orchestra, si dedicò all’insegnamento in corsi di perfezionamento presso il Teatro alla Scala di Milano accanto al regista Sandro Bolchi (1924 – 2005) e allo scrittore, compositore e critico musicale Giulio Confalonieri (1896 – 1972).

Nel suo foltissimo curriculum, c’è anche la composizione di musica da camera e la consulenza artistica per la casa discografica “La Voce del Padrone” (EMI), a favore della registrazione di opere liriche e musica classica.

Nel campo letterario si distinse con la traduzione dall’inglese della biografia del musicista Alessandro Stradella, con articoli e saggi su riviste specializzate in musica e collaborando alla compilazione dell’opera della Garzanti “Mondo della musica”.

Non unicamente chiuso al campo musicale, Edoardo Pedrazzoli fu anche apprezzato poeta e autore di sillogi tra cui “Ali di falena” edito da Firenze Libri nel 1987. Intanto nel 1983 aveva vinto il secondo premio al Festival nazionale di Poesia Religiosa.

Ormai ottuagenario si trasferì definitivamente a Vico, ove in precedenza aveva trascorso alcune stagioni estive, e, ancora lucido e attivo, proseguì nei suoi studi per diverso tempo. Ospite prima dell’albergo Corona Grossa, poi dell’albergo Centro, presso quest’ultimo si spense nel 1996.

Fu sepolto a Vico, nella parte superiore del cimitero, con questa epigrafe: Edoardo Pedrazzoli, insigne direttore d’orchestra e compositore.

ALI DI FALENA

In questa silloge del 1987, dedicata al fratello Giorgio, si scorgono, in alcune poesie, ragioni d’ispirazione all’eros dell’antica Grecia prudentemente unito con quello dell’età moderna. In altre la descrizione di paesaggi e luoghi a lui cari. Di seguito propongo due sue poesie.

A te aderir così

A te aderir così,

lieve

come fiore a fiore

della tua ghirlanda:

uno stesso palpito

ci riscaldi il cuore,

la stessa ebbrezza

ci scorra in ogni vena,

l’alba serena

ci desti entrambi dallo stesso sogno

finché morte trapassi e recida

la nostra breve

felicità.

Solitudine alpestre

Balze scoscese tra vapori

di nubi: una vertigine recinge

le solitudini rupestri

e le indora nel sole che tramonta.

Per le verdi distese dei pascoli

si espande un’ansia di malinconia

al calmo tintinnare degli armenti.

Nella vastità dei monti e delle valli

l’anima trasogna e nelle fonti

s’irrora di frescura

e beve il silenzio.

Declina il giorno e il tempo trascolora

sulle soglie dell’eternità.

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