FERNANDO STREITO

FERNANDO STREITO, PROGETTISTA E PITTORE

Frenando Streito nacque a Vico Canavese il 23 agosto 1901, secondogenito di Bernardino e di Caterina Bottino. Con la sorella Rita crebbe nel suo paesello montano. La famiglia Streito è tuttavia di discendenza di Traversella.

Nel 1924, terminati gli studi, entrò presso la ditta Olivetti e divenne collaboratore dell’ingegner Adriano Olivetti per lo studio e l’organizzazione del reparto Finitura. Per questo ruolo venne inviato a Parigi e a Milano presso le Officine Bull per lo studio delle macchine di statistica.

Entrato all’ufficio Tecnico Principale della Olivetti, con la funzione di progettista, ebbe il compito di impiantare un reparto di studi, dove nacquero la ‘macchina per scrivere a caratteri arabi con spaziatura differenziata’ e la ‘macchina a doppia tastiera’, in seguito brevettata. Diversi brillanti brevetti caratterizzano la sua attività di inventore.

Dal 1940 insegnò Tecnologia Meccanica presso l’Istituto Tecnico Industriale Olivetti e il C. F. M.

Sue sono alcune opere per la Collezione Scientifica Einaudi, per l’Editore Boringhieri e per la casa editrice Vallecchi.

Dal 1966 insegnò presso l’Istituto Professionale di Stato e intervenne come progettista e consulente presso l’Istituto di Ricerca Tecnologica e Meccanica R. T. M. a Vico Canavese. La R.T.M., chiusa dopo svariate vicissitudini nel 2014, fu un’emanazione in sinergia di Olivetti, Fiat e Finmeccanica, ove si studiarono i laser a livelli molto avanzati.

La sua poliedrica personalità lo portò a cimentarsi con successo nell’attività pittorica di cui ci parla di seguito lo stimato critico Guido Gentile.

Si sposò a Vico con Elda Cavalla (1905 – 1995) ed ebbe due figli: Bernardino, noto musicista (vedi pagina a lui dedicata sul nostro sito) e Maria Caterina, detta Chicca, insegnate e corista.

Il 1 maggio 1968 gli fu conferito il titolo di Maestro del Lavoro.

Ebbe sempre un grande amore per la Valchiusella, per la sua storia e per la gente ed una particolare predilezione per il villaggio montano di Succinto, nel quale passò diverse estati.

Si spense a Vico, nella sua casa di via dei Martiri, alle 7.30 del 10 febbraio 1970.

                                                    28 - Nuvole sul lago                                                 15 - Crant

Luci e colori della Valchiusella

Fernando Streito dedicò il tempo libero negli anni della maturità all’esercizio della pittura, cui era attratto sin dalla giovinezza, ma che forse rappresentò per lui la ricerca di un equilibrio tra una cultura scientifico-tecnica, esplicata nell’ambito dell’Olivetti e con particolare prestigio nell’insegnamento della Tecnologia Meccanica presso l’Istituto Tecnico “Camillo Olivetti”, e le inclinazioni di una sensibilità lirica, vicina alle cose e alle stagioni del paesaggio in cui era nato e al quale era rimasto legato. Quando lo conobbi, negli anni Sessanta, la pittura doveva costituire per lui l’evasione preferita, che peraltro trattava con bonaria disinvoltura: tanto sinceramente incline a esprimervi il suo delicato sentire, quanto privo d’ogni presunzione, ma non di una sicura consapevolezza artistica alimentata dalla frequentazione di mostre, musei e fini letture. Per lui contava il momento in cui dialogava con le cose e con il paesaggio che rappresentava sulla tela: il quadro finito era poi riposto con gli altri, su scansie, in certi bassi locali voltati, sotto la sua abitazione di Vico Canavese, in un misterioso coacervo da cui emergevano anche apparecchiature fotografiche, marchingegni meccanici, libri vecchi e recenti, dischi e il pianoforte su cui si esercitava il figlio Bernardino. E lì il nuovo quadro era archiviato accanto agli altri, se l’autore o qualche famigliare non pensava di promuoverlo a una più visibile collocazione nelle stanze superiori. Ricordo che una volta, finito il dipinto “en plein air”, lo aveva appoggiato a terra contro il paraurti posteriore della sua automobile, poi partendo, diméntico, l’aveva schiacciato in retromarcia: allora se ne accorse e sceso a raccoglierlo trovò curiosa e divertente l’impronta stampata dal battistrada della ruota sulla vivace, ormai informale  mescolanza dei colori, con un effetto di buffa modernità.

All’inizio degli anni ’50 Fernando Streito già dimostrava una fine propensione per il paesaggio, come attestano due dipinti di modesto formato: un lago sotto la pioggia che cade da mobili nubi grigie e una casa posta nei pressi di Vico all’altezza della cappella di Crant, sullo sfondo della Valchiusella (nelle foto in alto). La sua sensibilità appare attratta nel primo quadro dal sentore della campagna in una determinata atmosfera e nel secondo dalla presenza, direi dall’anima di una casa rustica, con il suo intonaco luminoso e il suo apparire discreto sulla svolta della strada. Con l’avanzare della sua produzione  le tonalità  si fanno più intense, la costruzione degli spazi più energica, la pennnellata diviene irrequieta nel  movimentare le chiome degli alberi con i loro profili  frastagliati. In un’ulteriore ricerca di stile, all’inizio degli anni sessanta, la gamma cromatica sembra dapprima semplificarsi colmando, con effetti di smalto, un disegno marcato a forti tratti neri, di reminiscenza “art nouveau” o se si preferisce espressionista. In seguito la preparazione nera dei fondi è corrosa da una nuova accensione dei colori, stesi a spatola in modo da lasciare ai confini dei campi cromatici un margine scuro, sfrangiato, un disegno di risulta che esalta le tonalità e costruisce piani e forme.  La luce è tutta dentro i colori. L’amato paesaggio della Valchiusella è ritagliato per brani, in cui prevalgono  i movimenti, direi i gesti  degli alberi, in un continuo dialogare dei verdi ora cupi ora teneri, o delle note calde  dell’autunno, con le nubi, con le rocce, con le sagome schematiche e forti delle case: le betulle con il disegno esile dei fusti, le macchie delle cortecce che esaltano il verde grigio delle chiome e giocano tra uno scivolare di luci e di ombre, dovevano costituire  per  il pittore sempre più inoltrato nello sviluppo del suo linguaggio, uno dei motivi più ricercati e più ricchi di variazioni. L’associazione delle dimore rustiche con gli alberi piantati come insegne ad ombreggiarne i brevi cortili, per chi come Streito frequentava  e abitava nei momenti di quiete e nelle appartate vacanze  angoli  genuini e riservati della sua Valle, in particolare l’alto villaggio di Succinto e le borgate attorno a Vico, doveva esprimere quasi in modo emblematico lo spirito di una vita raccolta, confortata dalla presenza di semplici cose, come quella della gente tra cui era nato e che gli era più vicina.   Ma non mancano  visioni più complesse, in cui si manifesta  un trattamento  in  certo modo plastico del paesaggio montano, come in un dipinto degli ultimi tempi in cui lo scenario alpestre  dell’alta valle,  a monte di Traversella,  con i suoi grigi pietrosi,  sotto un ritaglio di cielo cupo, invade tutto il campo visivo con un effetto di imminenza, di  concentrazione  misteriosa. Streito amava anche gli scorci degli abitati a lui cari, gli spazi raccolti e però ariosi,  i vicoli e i loggiati, le superfici dei muri che traduceva  sulla tela  stendendo a colpi di spatola, le tinte degli intonaci, vibranti  nella luce: si vedano, per esempio,  le due fresche versioni della  casa della vecchia farmacia di Vico, allora avvivata dall’archetto di rosso mattone che dava adito al cortile.

L’interpretazione essenziale, fedele, non convenzionale, che  questo appartato pittore offre dei luoghi della sua Valle ha un significato che arricchisce la sua testimonianza poetica, la rende particolarmente preziosa, nel confronto con lo scenario attuale dei luoghi  e i mutamenti quotidiani,  spesso non felici né riguardosi, che lo alterano nei dettagli: senza svolgere un discorso architettonico o urbanistico in senso diretto e tecnico i quadri di  Fernando Streito possono suggerire un modo autentico e profondo di comprendere e vivere cose e ambienti di questo pezzo di Canavese, e di intenderne l’irrinunciabile  bellezza.

Guido Gentile

17 - Gradinate a Succinto         27 - Novareglia       32 - Rustico a Succinto      55 - Verso la Balmella

56 - Verso Traversella

 

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