GIACOMO DE POMARIIS

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IL VESCOVO DI DRUSACCO

Le notizie su Giacomo De Pomariis (oppure Giacomo Pomerio com’è riportato in alcuni documenti) non sono moltissime. In ogni caso il cognome De Pomariis o Pomerio era presente a Drusacco già prima del XII secolo. Il cognome ha etimo latino: post = dopo – mœrus = muro, ossia “attorno alle mura” (il pomerio era il confine sacro di Roma). Le famiglie con tale cognome, scomparse nel tardo cinquecento, abitavano nella parte alta del paese di Drusacco.

Giacomo (Jacobus) nacque a Drusacco nella seconda metà del XIV secolo. Ordinato sacerdote e consacrato vescovo, si insediò sulla Cattedra di Warmondo l’8 gennaio 1417, divenendo così il 49° vescovo di Ivrea.

medioevoTra gli atti principali del suo episcopato ricordiamo l’aver commissionato l’enorme affresco raffigurante la Diocesi di Ivrea che campeggia nel Palazzo Vescovile, l’aver fatto fabbricare le camere posizionate sopra le cucine del castello di Pavone Canavese, l’aver consacrato l’ancora incompiuto Duomo di Chivasso l’11 novembre 1429, l’aver ceduto il feudo di Strambinello ai Savoia – Acaia, in permuta, nel 1430 e l’avere eretto la parrocchia di Rueglio.

È giunta fino a noi l’omelia che tenne per la consacrazione del Duomo di Chivasso, nella quale rivolse una fervente esortazione affinché nell’edificio sacro venisse al più presto installato un organo.

Il lungo episcopato di De Pomariis terminò con la sua morte, avvenuta nel 1437. L’anno precedente aveva inizato a miniare il prezioso codice 101.

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