GIACOMO MATTE’ TRUCCO

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L’INGEGNER GIACOMO MATTÈ  TRUCCO

Nella seconda metà del XIX, uno dei tanti emigranti partiti dalla Valchiusella e precisamente da Inverso, si diresse alla volta della Francia per la realizzazione di cantieri stradali e per operare, come la maggior parte dei suoi convalligiani, nei siti minerari. Questo tenace lavoratore ebbe un figlio: Giacomo, nato a Trevy il 30 gennaio 1869.

Il ragazzo, tornato in Italia con la famiglia, si laureò nel 1893 in Ingegneria meccanica alla facoltà di Torino. Dopo la laurea, trovò impiego presso la OMMA (Officine Meccaniche Michele Ansaldi).

Quando, nel 1906, la ditta fu assorbita dalla Fiat, egli divenne direttore del reparto Officine meccaniche e fonderie di via Cuneo. Qui si dedicò anche allo studio dei motori diesel. Mantenne tale incarico fino al 1913, anno in cui decise di lasciare l’ingegneria meccanica per occuparsi principalmente di ingegneria industriale.

In questo campo ottenne i maggiori risultati della sua carriera, realizzando opere come le officine di Corso Dante, Via Madama Cristina, Via Cuneo 20, Via Bologna, Via Nizza col Palazzo degli Uffici Fiat e gli ampliamenti di Via Cigna a Torino, e in più, alcune strutture in Liguria, a Pavia e a Firenze.

Ma l’opera per cui è maggiormente ricordato è il progetto della struttura del Lingotto di Torino, impegno a cui si dedicò a partire dal 1916 insieme a Ugo Gobbato, Francesco Cartasegna e Vittorio Bonadè Bottino. Il Lingotto fu per i tempi una vera e propria rivoluzione in Europa. Nel periodo in cui imperava lo stile Liberty, Mattè Trucco pensò ad uno stile architettonico più razionale che meglio si confacesse ad una fabbrica, la quale doveva badare principalmente al processo produttivo. Per questo si può dire che egli fu uno dei padri del “Razionalismo architettonico”. Va tenuto presente che il Lingotto, per la organica concezione della distribuzione delle masse e la minuziosa esecuzione dei particolari è considerata un opera futurista, anche se l’ingegner Mattè Trucco non si rispecchiava in tale tendenza.

Giacomo Mattè Trucco è ricordato anche per essere stato tra i primi ad adoperare il cemento armato.

Ovviamente era presente anche lui in doppia veste di progettista e di dirigente Fiat, stretto collaboratore di Giovanni Agnelli senior, all’inaugurazione del Lingotto avvenuta nel 1922 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. Poi i lavori della struttura proseguirono fino al 1930. Tra i grandi nomi che vi misero mano in epoca più recente, va menzionato l’architetto Renzo Piano, il padre del Beaubourg di Parigi, che si occupò della ristrutturazione nel 1985.

Un’altra opera eccellente di Mattè Trucco è la Centrale Idroelettrica delle Officine Perosa sul torrente Chisone creata nel 1928. Dopo tale data, l’ingegnere si ritirò dal lavoro a causa del primi sintomi del male incurabile che lo avrebbe portato alla morte, avvenuta a Torino il 15 maggio 1934. E’ sepolto nel cimitero di Ozegna.

Ricordandolo gli amici e il senatore Agnelli stesso, ne parlarono come di uomo probo, retto e metodico, perfetto conoscitore di più rami di ingegneria e architettura.

Di lui scrisse Le Corbusier nella sua opera “Vers une architecture” citando il Lingotto come uno dei capisaldi della moderna tecnica.

A Torino si trova una via a suo nome. In Valchiusella non esistono segni tangibili a sua memoria, se non il ricordo, orami quasi spento del tutto a causa del passare del tempo, di chi lo conobbe di persona, ma il suo cognome è fra i più antichi della valle. Già nel XIV secolo si trovano nella zona di Inverso e Traversella dei Mattè, cognome singolo o composto assieme a Alèina, Cassietto, Munia e Trucco.

Nuovo Immagine bitmap (3) una delle prime immagini della pista di prova al Lingotto

Nuovo Immagine bitmap (2) disegni di Mattè Trucco

Nuovo Immagine bitmap (5) il Lingotto ai giorni nostri

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