GIORGIO VICARIO

20 SETTEMBRE 1870
UN VALCHIUSELLESE ALLA BRECCIA DI PORTA PIA.
Il 28 settembre 1870, la Giunta Provvisoria di Governo dell’Urbe, organismo nato per governare momentaneamente i territori dello Stato Pontificio annessi al novello Regno d’Italia in attesa di passare le consegne e il potere al Regio Governo Sabaudo, insigniva gli audaci partecipanti alla Breccia di Porta Pia, azione militare con la quale l’esercito prendeva possesso della città di Roma, della medaglia d’oro al valore.
Giorgio VicarioTra di essi è annoverato anche un bersagliere valchiusellese appartenente al 10° reggimento del corpo. Si tratta del caporale tiratore scelto Giorgio Vicario (nella foto), nato del comune di Valchiusella e più precisamente della frazione Cappia nel 1846.
La motivazione è la seguente: “Per il valore dimostrato sul campo”.
Con l’annessione di Roma si coronava uno dei maggiori sogni risorgimentali italiani, l’anelito dei mazziniani secondo cui Roma, prima culla degli Imperatori, poi dei Papi, doveva ora diventare capitale del nuovo stato unito.
Tutto avveniva in poco tempo. Il pontefice Pio IX si ritirava nei palazzi vaticani ritenendosi prigioniero dello stato italiano e scomunicando i Savoia; re Vittorio Emanuele II, suo malgrado, si trasferiva nella città eterna nel fastoso palazzo del Quirinale.
Le masse cattoliche assumevano un atteggiamento ostile nei confronti del Regno d’Italia.
Non conosciamo bene i sentimenti e le idee di Giorgio Vicario, ma sappiamo che nel giugno del 1871 egli, terminato il periodo di leva, tornò a casa e nel 1875 si sposò con Domenica Giono, una ragazza di Succinto dalla quale ebbe dodici figli, l’ultimo dei quali nacque nel 1897.
La ricostruzione dell’albero genealogico di questo personaggio si deve ai suoi discendenti Leonardo e Giorgio Vicario, e a Renato Battistino.
Egli è solo un nome, tra i tanti, ma per noi valchiusellesi è un trait d’union che rende ancora una volta la Valchiusella presente e protagonista della storia nazionale.
Giorgio si spense, dopo una vita di lavoro, nella sua Cappia in piena Prima Guerra Mondiale, il 16 maggio 1916 all’età di settant’anni.
Amava raccontare le imprese a cui aveva preso parte durante le veglie notturne nelle stalle.
Attualmente a Cappia vive solamente più una famiglia: sono i trisnipoti di Giorgio Vicario.

Breccia di Porta Pia

 

Immagine a stampa della Breccia di Porta Pia

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