JEAN GIONO

JEAN GIONO

Potrà sembrare strano che il sito sulla Valchiusella includa nei suoi personaggi il grande romanziere francese Jean Giono (1895 – 1970), eppure non è poi così fuori posto e il motivo è semplicissimo: le origini della famiglia Giono sono proprio valchiusellesi.

Vissuto e morto a Manosque, in Provenza, Jean Giono ha cercato per tutta la vita le sue origini italiane e piemontesi, senza mai arrivare alla nostra piccola valle prealpina. A questa scoperta sono però arrivati i suoi eredi e la figlia Sylvie è stata accolta negli anni ’90 tra le montagne dei suoi avi durante una manifestazione dedicata al suo famoso genitore.

Innanzitutto va detto che il cognome Giono è documentato a Inverso fin dal 1601, ma è ragionevolmente da credere che fosse ivi già presente nel secolo precedente.

È però a Meugliano che l’8 ottobre 1763 nacque da Antonio Giono e Catterina Barro Raffel, Giovanni Domenico Giono, bisnonno di Jean.

Il bisnonno del romanziere esercitò il mestiere di fonditore e si sposò in prime nozze con Maddalena Saudino e dopo la prematura morte di quest’ultima, in seconde nozze con Maria Francesca Catterina Bertarione, figlia di un facoltoso notaio di Vico. Tale matrimonio venne celebrato nella Cattedrale di Ivrea.

Dalla loro unione, il 27 ottobre 1795 nacque Pietro Antonio (nonno di Jean), il quale fu tenuto a battesimo dall’avvocato Antonio Gattino, magnate industriale e senatore del Regno di Sardegna e dalla Contessa di San Martino di  Castellamonte. Dopo la morte della madre e il terzo matrimonio del padre, Pietro Antonio crebbe tra Meugliano e Vico a contatto con cugini materni i quali furono tra i rivoluzionari dei moti insurrezionali del marzo del 1821. Non è documentato, ma è possibile che anche Pietro Antonio Giono sia stato tra i rivoltosi e sia conseguentemente fuggito con essi in Francia.

È certo che a questo suo nonno, che conobbe solo dai racconti paterni, Jean Giono ispirò molti dei valorosi personaggi nati dalla sua estrosa penna, tutti avventurieri, rivoltosi e impavidi, il più famoso dei quali è Angelo Pardi, protagonista de “L’ussaro sul tetto”, capolavoro della narrativa francese da cui nel 1994 venne tratto il film omonimo di Jean Paul Rappenau con Juliette Binoche e Olivier Martines.

Pietro Antonio in Francia fece il minatore, il costruttore di ferrovie e di dighe. Nel suo ultimo impiego, lavorò a stretto contatto con l’ingegner Zolà, padre del famoso scrittore Emile Zolà.

Jean Giono

Jean Giono nel suo studio

nella foto sotto la figlia Sylvie a Inverso con la Corale Polifonica Valchiusella

CPV Inverso con Sylvie Giono

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