VINCENZO GARAVETTI

VINCENZO GARAVETTI: VITA E INCONTRI IRRIPETIBILI

La vita di Vincenzo Garavetti non ha forse delle particolarità tali da poter finire su qualche enciclopedia o da aver fama al di fuori del suo paese o, al massimo, della sua valle, ma è comunque una vita che presenta dei caratteri inconsueti ed è soprattutto una vita autentica, vissuta con coscienza e impegno e anche segnata, per l’originalità che tanto piace a un po’ tutti noi, da un incontro particolare.

Vincenzo Garavetti nacque a Brosso nel 1876 da una famiglia agiata: il padre era un conosciuto cercatore d’oro, che aveva racimolato una buona fortuna nelle miniere dell’America del sud. Tornato in patria, acquistò la bella villa del Caudano, appena fuori Brosso, in posizione panoramica prospiciente la gola che si apre verso Andrate e la Valle d’Aosta.

Vincenzo crebbe nel suo piccolo paesello montano e fu forse al suo buon priore don Genesio Marina che confidò per primo il suo proposito di divenire sacerdote. Entrò quindi nel seminario vescovile di Ivrea e ricevette l’ordinazione presbiterale nel 1900.

La sua avventura da sacerdote fu breve e sofferta. Ben presto venne avversato dalle gerarchie ecclesiastiche per quelle idee, ritenute moderniste, di riforma e aggiornamento della liturgia, di rinnovamento dei seminari e di apertura alle esigenze morali contemporanee duramente sconfessate dalla dottrina di Pio X; idee e scelte che vennero in gran parte riprese e portate avanti, mezzo secolo più tardi, da Giovanni XXIII. Evidentemente però i tempi per don Garavetti non erano maturi, e quindi egli scelse, con gran sofferenza, di ritornare allo stato laico ed iniziò così la sua carriera di maestro elementare in Valle d’Aosta, in Valle dell’Orco e a Rueglio. In un secondo tempo, a Brosso, aprì, a proprie spese, la prima scuola serale in Valchiusella, dotata di teatrino, di apparecchio radiofonico e di mensa. Un evento per tutta la valle: una scuola all’avanguardia!

Impegnato in questa nuova esperienza, il maestro Garavetti, divenne un importante riferimento per la formazione culturale e morale di molti brossesi e di alcuni ragazzi provenienti dai paesi vicini.

La casa paterna del Caudano si trasformò in poco tempo in un fondamentale luogo di incontri culturali, dove lui, l’erudito e buon maestro, era il dotto e saggio anfitrione.

Garavetti era generoso e di animo leale e di ciò si approfittarono i soliti mascalzoni i quali, se non fosse stato per l’aiuto provvidenziale di un caro amico del maestro e di molti brossesi, lo avrebbero ridotto sul lastrico.

Trascorsi gli anni, il maestro Vincenzo si ritirò sempre più nel suo Caudano, aperto però sempre agli amici e agli allievi.

Quella era la casa dei suoi ricordi: gli riaffiorava alla memoria quando, da bambino, una sera d’estate, si era lasciato andare allo sconforto perché non riusciva ad imparare a memoria la poesia che la maestra gli aveva assegnato e mentre era seduto accanto al “martlet” (siepe di bosso) che circondava la casa, la giovane villeggiante che trascorreva l’estate presso la sua famiglia, gli si avvicinò e posandogli una mano sulla spalla, si offerse di aiutarlo ad imparare quella ‘ostica’ poesia. La ragazza prese il libro ed incominciò a leggere, anzi, a declamare in maniera talmente avvincente e coinvolgente, che al piccolo Vincenzo non solo diventò più facile l’apprendimento di quella poesia, ma si innamorò ben presto di tutta la materia che fino a qual momento gli era parsa poco piacevole. Chi era quella giovane donna? Beh, un’ospite davvero poco comune! Si trattava infatti della grande Eleonora Duse.

Questa grande attrice, soprannominata “la divina” trascorse altri periodi al Caudano, luogo che giovava alla sua salute, perciò Vincenzo, ormai cresciuto, poté rendersi conto di chi fosse la sua “fine dicitrice”. Fu così che il buon Garavetti vide passare nella sua casa Gabriele D’Annunzio, Arrigo Boito, Giuseppe e Pietro Giacosa, Davide Calandra, Antonio Fogazzaro, Renato Simoni, Giovanni Verga e molti altri personaggi illustri.

La Duse passò la sua ultima estate al Caudano prima di partire per una tournée negli Stati Uniti. Desiderosa di ritornare nel suo rifugio di pace, precedentemente alla sua partenza, abbozzò su una parete della casa due navi con la scritta: “1924, America e poi torno”.

Vincenzo apprese con molta tristezza la morte della sua celebre amica avvenuta a Pittsburgh lo stesso anno. Egli aveva allora quarantotto anni e molto tempo ancora da spendere a servizio della sua valle e della cultura.

Quando venne per lui il tempo del riposo, si ritirò presso il Ricovero di Vico, accolto con amicizia da don Pietro Aimino, il quale lo stimava e per il quale era rimasto un confratello, come recita la Scrittura “Tu sei sacerdote per sempre alla maniera di Melkisedek”.

Nella sua stanza del Ricovero, si spense il 6 agosto 1963 all’età di ottantasette anni.

Vincenzo Garavetti (  foto archivio Battista Bracco )

 

RICORDO DI UN SUO ALLIEVO

Storia del Maestro del

“CAUDANO” 

Chi scrive è stato un suo allievo: Battista BRACCO, nato in Valchiusella il 17/04/1920.

Il Maestro sig. Vincenzo GARAVETTI nato a Brosso (Valchiusella) nel 1876 e deceduto nel 1963 detto “ il Maestro del CAUDANO.”

Il CAUDANO Cascina agricola modello,con villa annessa, fu per anni un luogo di Cultura , per artisti e poeti ,vedi Giuseppe GIACOSA, Eleonora DUSE e tanti altri, luogo per giovani studenti in cerca di tranquillità per le loro Tesi di Laurea,sotto la guida del preparatissimo Maestro.

Il Maestro Garavetti del Caudano che visse a cavallo di 2 secoli fu un Emerito Educatore per i giovani Brossesi ,se si pensa che dopo la guerra del 1915/18 a sue spese insegnò, e fece dare a tutti il titolo  di terza elementare che per quei tempi era già tanto, con le sue possibilità economiche fece della sua Casa un Centro di Cultura e nella sua modestia  semplicità accoglieva anche chi era in difficoltà e bisognoso di aiuto, e li al Caudano trovavano sempre la porta aperta.

Da sempre Maestro di scuola a Brosso ed a sue spese potenziò la sua scuola ove installò la prima radio che già allora (1928) dava programmi per alunni volenterosi di istruirsi.

Purtroppo la sua Bontà e la sua Generosità lo portò ad un grave dissesto finanziario,perse tutto, Cascina ,Villa e Soldi .

I Brossesi  cioè i capi famiglia più facoltosi potevano si comperare il tutto ,ma per Rispetto  non potevano lasciare sul lastrico il loro amato Maestro , e di questa situazione se ne parlò tanto ,tanto, si che un giorno un suo allievo trasferitosi in America  ed avendo fatto Fortuna, venne a sapere delle disavventure del Garavetti , dovete sapere che questo signore che durante l’estate veniva a prendere lezioni dal maestro per prendere la Laurea e la prese diventando dottore   (dott. FANO) ,per farla breve  venne in Italia a Brosso,acquisto tutta la proprietà del Caudano,poi invitò il suo caro Maestro a pranzo e dopo aver mangiato e ricordato i bei tempi di scuola gli disse .da questo momento potete  rimanere al Caudano   voi avete l’uso frutto della Cascina quindi nessuno vi può mandare via, perche la casa lo comprata io , dopo di che se ne tornò in America.

Il maestro vi rimase fino alla fine dei suoi giorni nella sua cascina fattoria, e mi ricordo bene quel giorno funesto 6 agosto 1963 per me è come se avessi perso un secondo padre , ricordando con ammirazione e riconoscenza da colui che avevo appreso il modo migliore di imparare e sapere !!!!!

Ricordarlo a Voi Giovani ,sarà un pezzo di storia del mio amato BROSSO non che del Caudano e del mio amato MAESTRO che seppe dare al sottoscritto una grande capacità di Vita Culturale .

Battista BRACCO

Il Caudano di Brosso

Il Caudano di Brosso

Eleonora Duse

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