BREVE STORIA DELLA CHIESA DI SUCCINTO

Il 24 febbraio 1730, un sacerdote nativo di Succinto, don Bernardo Glauda, eresse a Succinto una cappellania sotto la giurisdizione della prevostura di Valchiusella.

L’8 giugno 1787, con decreto del Vescovo di Ivrea Monsignor Giuseppe Ottavio Pochettini di Serravalle, Succinto divenne parrocchia indipendente.

Nel 1804, poiché mancava di congrua (non aveva reddito sufficiente per mantenersi), Succinto venne accorpato di nuovo alla parrocchia di Valchiusella.

Il parroco era don Domenico Mattè di Inverso ed aveva l’obbligo della residenza alternata nei due paesi per sei mesi l’anno.

Nel 1820, dopo che il signor Matteo Pietro Arnodo lasciò i soldi necessari per fare il supplemento di congrua, la parrocchia ritornò indipendente su decreto del Vescovo di Ivrea Monsignor Colombano Chiaveroti. La parrocchia comprendeva i centri di Succinto e Cappia. Il parroco aveva il titolo di rettore.

RETTORI  DI  SUCCINTO:

dal 1787  al  1804  don Giacomo Boglino da Drusacco,  col solo titolo di economo

dal 1804  al  1857  don Domenico Mattè da Inverso  dal 1804 al 1820 era stato anche prevosto di Valchiusella.

dal 1857  al  1883  don Cornelio Micheletti da Foglizzo

dal 1883  al  1931 don Francesco Minola da Villa Castelnuovo

dal 1932  al  1935  don Giacomo Vironda da Colleretto Castelnuovo

dal 1935  al  1940  don Carlo Rolfo da Mazzè

dal 1940  al  1941  don Giacomo Bracco da Traversella (che dal 1906 era prevosto di Fondo)

dal 1941  al  1954  don Giovanni Pellerej da Settimo Vittone (anche prevosto di Fondo)

dal 1955  al  1959  don Silvio Margherio da San Giusto

dal 1959 al 1988  la parrocchia fu retta, anche in contemporanea, da diversi preti. Prima da don Silvio Margherio e don Primo Ceresa, poi dai vari rettori di Traversella, fino a quando nel 1988 con decreto del Vescovo di Ivrea Monsignor Luigi Bettazzi fu abolita come sede parrocchiale insieme a Fondo e accorpata a Traversella.

Brevi cenni su due rettori:

Don Domenico Mattè da Inverso fece costruire la chiesa parrocchiale della Santissima Trinità che è in stile rinascimentale a croce latina. L’altare maggiore in marmo bianco fu donato in seguito da re Vittorio Emanuele II. La cupola è affrescata dal pittore Visetti (alcuni lo chiamavano Vizzetti) di Montanaro, il quale fece anche l’icona raffigurante l’incoronazione di Maria.

L’icona laterale, raffigurante Sant’Antonio Abate, è del pittore Stornone di Ivrea.

Don Mattè rimase a Succinto per 53 anni.

Don Francesco Minola da Villa Castelnuovo, rettore per 48 anni. Nel 1896, assieme al prevosto di Fondo don Giovanni Tonso, installò un rudimentale telefono tra le due canoniche. Don Minola e don  Tonso costruirono da soli la cabina, le pile e le cuffie e stesero un lungo filo tra i due paesi.

L’apparecchio funzionò per più di vent’anni, fino a che fu distrutto da un nubifragio.

Il 6 gennaio 1900, in qualità di decano del clero della Vicaria, diede l’estrema unzione al morente arciprete di Vico don Francesco Panetti da Strambino e assunse temporaneamente, per poche settimane, la conduzione della parrocchia di Vico. Morì nel 1931.

Decorazioni della volta

Altare maggiore e mensa eucarsitica

Altare laterale destro: Assunzione di Maria

Altare laterale sinistro: Sant’Antonio Abate

Reliquiario

Lapide a ricordo dei benefattori

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