Conoscere la Valchiusella tra presente e passato
GIUSEPPE PEZZANA, LA GUERRIGLIA, LE CRONACHE DI DON ARNODO

bonaparte[1]

Sul finire del XVIII secolo la Valchiusella ebbe a subire la sorte capitata al resto del Regno Sabaudo, e cioè l’invasione dell’esercito napoleonico. Se in alcuni ambienti valligiani di ideologia giacobina, l’arrivo del piccolo generale corso fu salutato come una conquista di libertà e affrancamento collettivo e perciò il periodo correlato venne vissuto in pace e circoscritta distensione, in altri retroterra fu visto come un vero e proprio periodo di occupazione e di aggressione della propria identità.

Mentre nell’alta valle, grazie alla fonderia Gattino di Meugliano che ottenne l’appalto per la fornitura di armi da fuoco *, si diffuse una certa prosperità economica ed un conseguente stato armonia o perlomeno di tolleranza, il clima di maggior attrito e malanimo, anzi di vera e propria avversione verso l’invasore, si ebbe senza dubbio a Rueglio. I ruegliesi, uomini e donne fieri e dal carattere poco incline alla sottomissione e al cambiamento di idea, nella stragrande maggioranza non accettarono mai il lungo periodo di stazionamento dei francesi nel loro paese, fino a creare una vera e propria guerriglia che vide un vero bagno di sangue. Furono diversi i soldati napoleonici caduti nelle loro imboscate. Inoltre, un racconto piuttosto attendibile, narra che con le casacche dei soldati uccisi le donne cucissero le classiche calzature di tela di quegli anni chiamate in dialetto “scofon”(in piemontese la O si legge U).

Dal canto loro i francesi non ricambiarono certo con tenerezza gli abitanti del paese, nemmeno i pochi intellettuali o opportunisti che collaborarono con loro, ne ebbero pietà dei voltagabbana. Un caso emblematico è quello di Giuseppe Pezzana, nato nel 1770 dall’agiata famiglia del notaio Carlo Pezzana la quale gli permise di avere una ottima formazione culturale. Il nostro protagonista, dopo aver prestato il servizio militare senza particolari meriti, lasciò il paese ed iniziò a condurre una vita piuttosto dissoluta che lo portò in breve tempo a dissipare le sostanze paterne.

Ritornato a Rueglio, non si fece certo amare dai compaesani ed anzi, si mise ad appoggiare apertamente i francesi sostenendo l’idea, alquanto malvista in paese, della necessità che il Piemonte fosse annesso alla Francia. Ad aumentare l’odio dei compaesani nei suoi confronti, contribuì non poco l’aver ottenuto, con mezzi poco leciti, la carica di esattore delle tasse che occupò per due anni in modo prepotente e sleale.

Ma la maggiore infamia di cui si macchiò Pezzana, fu quella di essere il promotore indiretto della maggior parte degli abietti omicidi dei suoi compaesani occorsi in quegli anni. La lista di efferati delitti è lunga e perviene fino ai giorni nostri grazie alla testimonianza scritta di don Giovanni Martino Arnodo, un sacerdote nativo di Succinto che fu prevosto di Rueglio dal 1794 al 1809. Egli ci rende noto i nomi e gli episodi, anche se per prudenza non cita mai espressamente le responsabilità, ma le fa solo intuire sottilmente:

il 3 aprile 1795, in seguito ad una rissa, veniva ferito a morte Antonio Rapegno Gallino di anni 20;

il 10 aprile 1795 veniva ucciso da un colpo di catapulta Martino Defilippi Roman di anni 30;

il 14 giugno 1795 veniva ferito a morte da arma da fuoco Pietro Vercellano Maghi di anni 18;

il 9 aprile 1798 veniva ferito a morte da arma da fuoco Antonio Scala Coa di anni 23

dopo tali anni don Arnodo non usa più sottintesi e fa direttamente riferimento ai francesi:

il 17 novembre 1801 furono arrestati Giacomo Dezotti di anni 40 – Giovanni Battista Munchiando di anni 25 – Martino Vercellano Maghi di anni 23. I soldati, invece di trasportarli alle Torri di Ivrea, li freddarono per strada nei pressi di Vistrorio;

L’8 gennaio 1802 venne trucidato per le vie del paese Giuseppe Munchiando di anni 26;

nell’inverno 1802 venne catturato e soppresso a Sale Castelnuovo il ruegliese Domenico Gianonatto Ciartan;

il 1 ottobre 1802 venne catturato Giuseppe Bianchetti Bordiot di anni 35, il quale, trasportato in canonica, fu assassinato sotto gli occhi dello stesso prevosto.

È ancora don Arnodo a restituirci lepilogo della vicenda del sempre più odiato Giuseppe Pezzana. Il parroco non specifica per quale motivo sorsero improvvisi contrasti tra il comando francese e il collaborazionista Pezzana. Sta di fatto però che egli fu arrestato nel gennaio del 1805 e imprigionato alle Torri. Infine, dopo aver dichiarato il suo pentimento, il 17 maggio 1806 fu ghigliottinato.

Rueglio, piazza la piazza di Rueglio

Le fucine Gattino, secondo le ricerche di Giacomo Felice Saudino, fusero diverse munizioni per l’esercito napoleonico per alcune famose battaglie. Sono giunta fino a noi le pallottole di piccolo calibro. (nella Foto)

Minolta DSC

 PALLA DI CANNONE FONDERIE GATTINO, PESO 201 GRAMMI, CIRCONFERENZA DA 36,4mm a 37,3mm. (7)

 

 

Il tempo che fa
Valchiusella
26 aprile 2017, 13:30
Coperto
Coperto
11°C
Temperatura percepita: 13°C
Pressione: 1010 mb
Umidità: 73%
Vento: 1 m/s OSO
Raffiche di vento: 2 m/s
Alba: 06:24
Tramonto: 20:29
Previsione 26 aprile 2017
Giorno
Temporali
Temporali
12°C
Vento: 1 m/s NO
Raffiche di vento: 2 m/s
Previsione 27 aprile 2017
Giorno
Coperto
Coperto
11°C
Vento: 1 m/s NNO
Raffiche di vento: 2 m/s