LA LUCE ELETTRICA IN VALCHIUSELLA

La luce elettrica in Valchiusella è arrivata relativamente presto per una vallata di montagna. Prima delle date sotto riportate, esistevano nei paesi delle illuminazioni pubbliche a petrolio, rievocate dalla poetica di Giacomo Felice Saudino.

BROSSO: Avanguardisti per questa grande innovazione sono stati i brossesi, i quali hanno potuto vedere la loro centralina avviata e funzionante già dal 12 agosto 1906. Sovvenzionata in gran parte dal commendator Vittorio Sclopis, proprietario della locale miniera, fu inaugurata con grande solennità. Alla cerimonia di apertura presero la parola, nell’ordine il commendator Sclopis, il Conte deputato Emilio Pinchia, l’avvocato consigliere provinciale Giacomo Saudino, il medico condotto dottor Giacomo Felice Saudino, il sindaco di Brosso Pietro Gera e il parroco don Giovanni Bonafide.

VICO: Avuto buon esito l’esperimento di Brosso, intorno al 1910 venne inaugurata una centralina simile, ma di maggiori dimensioni, al Mulino Pain di proprietà del signor Bertarione. La centralina servì a fornire energia a Vico, Meugliano e Novareglia.

RUEGLIO: Sotto l’impulso di Giacomo Ricono Abuiat e di Onorino Corzetto, nel 1911 nacque la centralina ruegliese che si trovava sotto il ponte del Chiusella. Tre anni dopo quest’ opera serviva anche Issiglio, Vistrorio, Alice Superiore e Pecco.

TRAUSELLA – DRUSACCO: Passati pochi anni, nel 1914 si aprì la centralina dei Gross di proprietà dei fratelli Boglino per i centri di Trausella e Drusacco.

SUCCINTO: Centralina inaugurata il 31 gennaio 1938 (nella foto). Ecco l’introduzione dell’atto di costituzione: “Regnando Vittorio Emanuele III di Savoia Re e imperatore, Benito Mussolini Duce del Fascismo e Capo del Governo, SS. Pio XI Romano Pontefice, S. E. Monsignor Matteo Filipello Vescovo di Ivrea, Podestà del Comune sig. Luigi Giono, rettore don Carlo Rolfo, il 31 gennaio la popolazione di Succinto si accinse a quest’opera di pubblica utilità per la luce materiale, simbolo di quella spirituale ….”

Succinto 1938 innaugurazione centralina elettrica

Negli anni ’70 le centrali furono assorbite dall’Enel, tranne quella di Succinto che è tutt’oggi autonoma.

Negli anni ’80 la luce raggiunse Fondo e Talorno.

Il torrente Chiusella è stato il protagonista indiscusso di questa innovazione. Erano infatti le sue acque a garantire il funzionamento delle turbine e quando voleva, nelle sue impetuose piene, distruggeva tutte le spere di presa. Nel 1950 alle Gole di Garavot venne incanalata l’acqua per il funzionamento di un’altra centrale che servisse la bassa valle. Fino al potenziamento degli anni ’80, accadevano ancora numerose interruzioni a causa dei temporali, del vento forte o della caduta autunnale delle foglie.

La luce elettrica accese anche la vena poetica di molti valligiani tra cui quella di Simonino Trono Gera, il quale scrisse un lungo sonetto per l’inaugurazione del 1906 che terminava così:

A bastne niit duì parole bëin dicce për salutà.

E mi, ubisient parè dra matota dra Gnina Ghito

Con lo co an man e con tut rispet, j don ao bondì vitto.

Ma primma përmetime ch’j na slurbon n’ermola aussant ji goblit

Ch’ass posso armanch dj ch’ani fec na bela festa con ji folit.

Traduzione: Non bastano due parole ben dette per salutare – ed io, obbediente come la ragazza della Gnina Ghito – col cuore in mano e tutto rispetto do velocemente il buongiorno. –  Ma prima permettetemi d’asciugare una lacrima alzando i bicchieri – poiché si possa almeno dire d’aver fatto una bella festa con i folit. (folit è il soprannome dei brossesi che deriva da “folletto”. I brossesi infatti sono chiamati “folletti” per la loro rinomata bravura come minatori e cavatori, simile a quella di queste fantastiche creature).

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