L’ERA PREINDUSTRIALE A MEUGLIANO

 

Fucine Gattino 2

L’ERA PREINDUSTRIALE A MEUGLIANO, LE FUCINE.

Nel XVIII secolo ebbe principio, anche in Piemonte, l’era  pre-industriale. In poco tempo proliferarono molte fucine, deputate alla fusione dei minerali.

Tale epoca conobbe anche il nascere delle prime liti tra gli imprenditori e gli agricoltori. Quest’ultimi accusavano i primi di danneggiare le coltivazioni, di distruggere i boschi, di rendere torbida e quindi inutilizzabile l’acqua e di “impuzzolentire” l’aria. Ma il processo industriale era ormai inarrestabile e la sensibilità per il rispetto dell’ambiente era per certuni inesistente, come lo è per altri ai giorni nostri.

Degli innumerevoli impianti esistenti nella regione, uno dei pochi che si presenta ancora oggi in buone condizioni è quello di località Pree a Meugliano.

Questo altoforno necessitava, per il suo funzionamento giornaliero, di 4800 kg di carbone di legna e vide il diffondersi, nei dintorni, di numerose officine per la lavorazione del ferro prodotto, le più importanti delle quali furono attive nella vicina Novareglia.

Il forno apparteneva alla indigena famiglia Gattino, che era anche proprietaria dei siti minerari di Traversella. In capo a pochi anni, i Gattino costruirono una vera e propria fortuna, divenendo una delle famiglie più ricche ed influenti del Regno.

Ma torniamo alla sruttura del forno, che era prismatica,  a base quadrata, con un’altezza di 10 metri e un diametro di 7 metri e mezzo. Nelle sue adiacenze, separato da un camminamento ampio un metro, indispensabile in quanto la dilatazione del forno durante il processo di fusione avrebbe lesionato qualsiasi edificio ad esso addossato, v’è un massiccio muraglione atto a sostenere il piano d’accesso alla bocca di fusione che è leggermente inclinato.

L’interno dell’altoforno non è quasi più visibile oggidì, ma doveva essere circolare e costituito da mattonelle refrattarie di terra rossa di Castellamonte, con degrassante di quarzo.

Per arrivare al crogiolo centrale, v’erano due grandi “fòrnici” (aperture ad arco a volta); una serviva per la spillatura del materiale fuso, l’altra immetteva al “portavento” che era provvisto di un’alimentazione a trombe idroeoliche; in pratica, l’acqua proveniente da un canale, precipitava impetuosamente in un condotto verticale, portando con sè una corrente d’aria che serviva a favorire la combustione del carbone.

Sopra al forno sorgeva un capiente magazzino.

La fucina ferriera “Gattino” constò di numerosi operai e servì, tra gli altri, l’Armata Napoleonica e l’esercito Sabaudo. Sulla costruzione v’era un’epigrafe “A. N. G.”, ossia “Avvocato Nicolao Gattino” che fu uno dei proprietari, nonchè senatore del regno. Ai mecenati Gattino, in valle, si deve la costruzione della cappella di Meugliano (1818 – 1820), del ponte di Cali (1818) e della chiesa di Traversella, nonchè della prima strada carrozzabile che collegava Traversella a Strambinello (1827 – 1832) e naturalmente l’ottocentesca magnifica villa di Meugliano, che serviva da abitazione alla famiglia, imparentatasi successivamente con i conti Ricardi signori  di Netro e Groscavallo. (vedi sul nostro sito Ricardi – Gattino)

Con ciò si documenta l’importanza avuta nel passato, per l’economia piemontese, dalla nostra piccola valle, grazie al notevole sviluppo che ebbe in essa la prima epoca industriale.

Ancora in Pree, è di notevole interesse storico l’iscrizione presente sul trave in pietra di una casa su cui si legge: “Ex opere commendatis Iosephi Triveri”. La famiglia Triverio, oggi estinta, era una delle più antiche del loco. Giuseppe Triverio fu il primo ad impiantare un altoforno in Canavese.

Fucine-Gattino

 

Le fotografie vennero scattate da Augusto Presbitero negli anni ’80

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