RELIGIOSI DELLA VALCHIUSELLA

 don Giacomo Bracco con un frate domenicanoMonsignor Chiolino e don Bracco a Fondo

RELIGIOSI DELLA VALCHIUSELLA

Sono più di trecento i valchiusellesi che, nel corso dei secoli, hanno scelto la vita religiosa. Molti si sono anche particolarmente distinti in opere o per la posizione raggiunta. In questa pagina parleremo di alcuni di essi, di coloro che sono nati in valle e hanno operato in essa o al di fuori, omettendo per il momento i vari sacerdoti che, nel tempo, hanno svolto il loro ministero in valle, arrivando da altri luoghi.

Partendo il giro da Alice Superiore, citerei senz’altro: don Martino Vallora, padre Dottrinario, il quale fu rettore di Santa Maria in Monticelli a Roma e Procuratore Generale. Morì a Roma nel 1767; don Sebastiano Gianola, che fu delegato circondariale nel 1867; don Antonio Targhetta, che fondò l’asilo di Alice; don Leo Bovis che è tutt’oggi parroco di Borgofranco. Molti altri ce ne sono, alcuni dei quali furono parroci in valle.

Proseguendo il giro, giungiamo a Pecco, dove da ricordare ci sono: don Pietro Bonafide, parroco di Carema dal 1619 al 1622  e di Chiaverano dal 1622 al 1641, canonico dal 1632 ed esaminatore sinodale; don Giuseppe Baudino, parroco di Quagliuzzo dal 1836 al 1842, il quale impegnò 6000 lire per abbellire la chiesa; don Giovanni Bonafide, parroco di Lessolo dal 1865 ed esaminatore sinodale; don Battista Mabritto, che fu parroco in Germania.

Raggiungendo Lugnacco parlerei di: don Antonio Palvario, parroco di Settimo Vittone durante in periodo della peste dal 1620 al 1646; don Giuseppe Maria Scavarda, parroco di Alice Superiore dal 1725 al 1760, che scrisse la vita di Santa Candida Vergine e Martire e poi molti parroci di Montestrutto.

Pieve di Lugnacco la pieve di Lugnacco

Scendendo a Vistrorio incontriamo: don Giacomo De Fossato, parroco di Loranzè dal 1350 al 1380; don Giovanni Battista Formento, parroco di Foglizzo in epoca napoleonica dal 1782 al 1821; don Leandro Nida, il quale fu insegnante all’università di Novara nel XX secolo; don Paolo Boggio, ordinato nel 1997, oggi è maestro dei novizi al Cottolengo di Torino.

Attraversando il Chiusella e dirigendosi verso Vidracco possiamo parlare di: don Giacomo Furno, parroco di Vidracco e Issiglio dal 1313 al 1316; don Pietro Laurenti, parroco di  San Salvatore a Ivrea dal 1623 al 1630 e poi canonico; monsignor Luigi Mabrito, parroco di San Giacomo a Rivarolo dal 1968 al 2007 fu Vicario Generale della Diocesi di Ivrea sotto il vescovo Bettazzi.

Spostandoci ad Issiglio sottolineerei due tra i più antichi parrochi della diocesi: don  Giovanni Martelli, parroco di Vidracco dal 1363 e don Antonio Martelli, parroco di Strambinello dal 1394 al 1400, poi di Scarmagno.

Facendo un lungo passo a monte verso Rueglio ci imbattiamo in: un diacono di nome Pietro Mizando, parroco di Pecco dal 1402; due don Domenico Vercellano, parroci di Rueglio, uno dal 1588 al 1618 e l’altro dal 1657 al 1662; don Giovanni Vigna, parroco di Vico Canavese dal 1624 al 1651, quindi  durante la pestilenza del 1630, il quale lasciò i diari dell’ecatombe occorsa nell’alta valle; don Giovanni Battista Oggeri, parroco di Lessolo dal 1786 al 1817, cioè in epoca napoleonica.

Passando sotto la collina di Bossola incontriamo Trausella dove mi par giusto menzionare: don Martino Boggio, parroco di Strambinello dal 1437; don Giovanni Stefano Alberga, parroco di Trausella dal 1729 al 1736; suor Maria Ausiliatrice Perino che prese il velo nel 1925 ed entrò in clausura ove rimase per oltre sessant’anni.

Suor Maria Ausiliatrice di clausura da Trausella feve rprofessione religiosa nel 1925 era viva ancora nel 1985 suor Maria Ausiliatrice

Avviandosi alla volta di Inverso, indicherei: don Domenico Mattè, parroco Fondo dal 1804, poi di Succinto dal 1820 al 1857, aveva l’obbligo della residenza alternata nei due borghi montani per sei mesi l’anno; don Giovanni Battista Matté, parroco di Castellamonte dal 1851 ed esaminatore sinodale, nonché celebre latinista.

Facendo un tratto davvero lungo, sulle creste montane, troviamo Cantoncello che, nel XX secolo diede, i natali a monsignor Eligio Adamini di venerata memoria, che divenne canonico della cattedrale di Ivrea.

Scendendo a Durando facciamo conoscenza di un don Durando che fu prevosto di Fondo dal 1638 al 1669.

Passando per Lasazio troviamo don Giuseppe Lasazio che fu parroco di Maglione dal 1696 al 1732.

Scostandoci verso Tissone vediamo monsignor Martino Chiolino, vescovo e missionario in Cina (vedere la pagina a lui dedicata sul nostro sito nella categoria PERSONAGGI CONTEMPORANEI SCOMPARSI).

Calando a Fondo, ci imbattiamo in due preti che esercitarono il ministero col titolo di prevosto del loro borgo natio: don Giovanni Martino Fontana, parroco 1746 al 1747; don Pietro Maria Galeani, parroco dal 1747 al 1762.

Spostandoci sul soleggiato versante di Succinto rimarchiamo: don Pietro Arnodo, maestro di scuola a Issiglio nel ‘700; un altro don Arnodo maestro a Rueglio all’incirca nel medesimo periodo; don Bernardo Glauda, parroco di Valchiusella nel XVIII secolo, fu fondatore per testamento della prima cappellania di Succinto poi trasformatasi in parrocchia; monsignor Guido Griffo, ordinato nel 1967, fu parroco a Brosso, missionario nella Bahia in Brasile, ora è parroco di Carema.

Discendendo a Traversella, possiamo parlare di:  don Andrea Biava dell’Immacolata concezione, fu fondatore del Convento di San Giuseppe d’Albagna il quale morì nel 1706; don Marcantonio De Giorgio, che fu parroco di Rivarolo (San Michele) dal 1790 al 1816; don Giuseppe Biava, professore di teologia, morì a Ivrea nel 1867: don Giacomo Bracco, parroco di Fondo dal 1907 la 1941 (vedere la pagina a lui dedicata sul nostro sito nella categoria PERSONAGGI CONTEMPORANEI SCOMPARSI); suor Maria Modesta, al secolo Domenica Franza nata nel 1908 morì trentanovenne. Nel 1800 in diocesi v’erano una dozzina di preti nativi di Traversella.

Don Guido a Pianezzamons. Griffo      Suor Maria Modesta - Domenica Franza di Traversella 1908 - 1949suor Maria Modesta

Avviandoci verso Drusacco recuperiamo la memoria di: un diacono Giovanni che fu parroco a Castellamonte nel 1350; Monsignor Giacomo De Pomariis, fu vescovo di Ivrea nel XV secolo; alcuni don Bellino e don Rudellatti, parroci in valle; don Giuseppe Sandri, parroco di Drusacco dal 1830 al 1852, che promosse il restauro della chiesa; Abate Giovanni Giuseppe Boglino, vicedirettore della biblioteca dell’Università di Torino nel XIX secolo, amico di Silvio Pellico.

In pochi passi siamo a Vico dove parliamo di: don Fontana, che fu il primo parroco che si conosca ad  Azeglio nel XIV secolo; don Giacinto Germonio, teologo a avvocato di cui si ha notizia nel 1593; don Amedeo Presbitero, parroco di Castellamonte dal 1632 al 1643 e prevosto della collegiata di Cardè; don Giuseppe Bario, parroco di Vico Canavese dal 1728 al 1764 promosse un grande riprisitino della chiesa parrocchiale; Padre Michele Fontana Rava, teologo e avvocato della Congregazione di San Filippo Neri di Torino (1758 – 1833) confessore e padre spirituale di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (vedere la pagina a lui dedicata sul nostro sito nella categoria PERSONAGGI DEL PASSATO); don Giovanni Battista Presbitero, teologo, vicario generale della diocesi di Ivrea sotto Monsignor Ottavio Pochettini, il quale col suo vescovo condivise la prigionia ai tempi dell’occupazione francese; suor Margarita Bario che morì in odore di sntità a Torino nel XIX secolo; don Giovanni Battista Bertarione Rava Rossa, insegnate salesiano in Italia, in Palestina e in Spagna, conobbe don Bosco (vedi pagina a lui dedicata sul nostro sito alla voce PERSONAGGI DEL PASSATO).

Scendendo velocemente a Novareglia riferirei degli uni tre di cui si abbia notizia: don Domenico Allera, parroco di Montalto Dora dal 1642 al 1647; don Giuseppe Sartoris, parroco di Rondissone dal 1701 al 1720; don Pietro Luigi Sartoris, parroco di Brosso dal 1835 al 1874.

Senza nemmeno accorgercene, siamo a Meugliano che vide due vocazioni a noi note: don Domenico Triverio, parroco di Trausella dal 1736 al 1744; suor Giovanna Allazetta dell’ordine delle Figlie di Carità della Santissima Annunziata, che operò al Ricovero di Vico e morì nel 1984.

Varcando la collina di Simbola, terminiamo il nostro peregrinare a Brosso, che è il paese più prolifico di vocazioni, conoscendo: don Pietro Brunetti uno dei primi parroci della diocesi, priore di Brosso dal 1315; una decina di preti che furono parroci nella propria parrocchia natia; Padre Eligio, morto a Torino nel 1630 nella cura degli appestati; don Pietro Gino, parroco di Nomaglio dal 1659 al 1701, il quale fece costruire le fondamenta della chiesa parrocchiale di Nomaglio; don Giovanni Battista Bovio, fu parroco di San Salvatore a Ivrea dal 1697 al 1727 e rettore del seminario;  don Bernardo Gillio, parroco di Drusacco dal 1777 al 1808, benemerito della Congregazione di Carità.

Eccoli! E, come già detto, non sono che una minima parte di tutti i religiosi valchiusellesi.

Mi è piaciuto terminare il giro a Brosso perché domenica 21 novembre 2010 è stato ordinato sacerdote il teologo don Luca Pastore di Brosso (ma con radici anche di Novareglia e Traversella), aumentando così un lungo elenco storico.

don Luca all'altare di San Michele Brosso

La prima messa solenne di don Luca Pastore a Brosso il 28 novembre 2010

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don Luca Pastore e la banda di Brosso

Traversella chiesa S. Croce l’antica chiesa di Santa Croce a Traversella

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