ADDIO A DON PELLER

Don Peller

DON PELLER PARROCO PER 65 ANNI

Bartolomeo Peller nacque a Nomaglio il 17 giugno 1920, entrò in giovane età nel seminario diocesano di Ivrea e venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1946.

Il suo primo incarico fu quello di vice parroco a Spineto, poi, appena un anno dopo, il vescovo Monsignor Paolo Rostagno, lo nominò parroco di Rueglio, parrocchia nella quale fece il suo ingresso ufficiale il 25 novembre 1947. Da allora il “prevosto” così lo chiamavamo tutti in Valchiusella, lavorò alacremente e ininterrottamente alla sua missione.

La sua vita è stata una continua liturgia di lode; un sacerdozio vissuto con impegno e dedizione, uno spendersi che andava al di là delle forze e delle energie proprie dell’uomo, anche quando la salute non lo accompagnava, perché lui non confidava nelle risorse umane, ma riponeva fiducia nella misericordia e nella provvidenza divina.  Don Peller ha fatto propria la pertinente osservazione di Sant’Agostino: “Non appartengo a me stesso e divento me stesso proprio per il fatto che vado al di là di me stesso e mediante il superamento di me stesso, riesco ad inserirmi in Cristo e nel suo corpo che è la Chiesa”.

Non è un caso che il suo ritorno alla Casa del Padre sia avvenuto alla vigilia della domenica del Buon Pastore: lui che ha condotto il gregge affidatogli con amore e con fermezza insegnando, non tanto con le parole ma con l’esempio quotidiano, l’amore, la speranza, la fede e a sentire quella voce interiore che ci dice di andare incontro a Gesù, perché solo Lui ha parole di vita eterna.

Don Peller verrà sicuramente ricordato per aver guidato la parrocchia di Rueglio a lungo come nessun altro, sessantacinque anni ed in contemporanea Lugnacco per quindici anni; per aver fatto l’organista in ogni celebrazione solenne nelle varie parrocchie; per aver coadiuvato i confratelli della Valchiusella e di Nomaglio ogniqualvolta se ne presentava la necessità; per aver eretto l’asilo di Rueglio; per aver istituito una scuola di avviamento professionale; per aver fondato e diretto la casa di riposo Pia Opera Glaudo, ma soprattutto per aver dato esempio di cristianesimo puro e sincero e per i frutti che ha fatto nascere il suo lunghissimo apostolato.

Anche nelle opere materiali cui ha dato vita, non si è fatto sedurre dalla tentazione del successo o del “tutto e subito”, ma ha seguito il metodo di Dio che è quello della parabola del granello di senape. Non ha certo pensato ad allargare i suoi filatteri, ma ha vissuto la vera carità che è servizio al prossimo.

Verrà altresì ricordato per quell’umiltà profonda che lo ha sempre portato a rifuggire da tutti gli onori e i riconoscimenti e per la quale anche oggi, credo, mi darebbe una tiratina d’orecchi per aver scritto sulla sua persona. Quella stessa umiltà e misura di sé, lo ha portato a dare le meditate dimissioni da parroco, quando si è reso conto che davvero gli mancavano le forze e l’età avanzata non gli permetteva più di svolgere il suo ministero con pienezza.

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere su di lui che sotto molti aspetti ricordava il guareschiano personaggio di don Camillo, per quella sua semplicità fanciullesca e per quel suo carattere fermo, deciso e battagliero che condiva con la rispettosa obbedienza, così come promise al momento della sua professione religiosa.

Negli ultimi tempi, circondato dall’affetto dei ruegliesi, del nipote e degli amici, ha continuato a curare la preghiera come il respiro, a restare lieto nell’intimo, ad adorare Dio e amare i fratelli.

Oggi tutti noi che lo abbiamo conosciuto e amato, gli siamo grati di averci insegnato a non avere paura perché Gesù ha vinto il mondo.

In fondo alla lunga via terrena di don Bartolomeo il Signore lo aspettava e lui all’ultima chiamata avrà sicuramente risposto come Samuele: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta”.

A Dio prevosto, ci mancherà molto la tua figura, ma oggi siamo sereni e gioiosi per il tuo ingresso nella gloria eterna.                                                                                                                                         vescovi x peller (1)

Il funerale di don Peller: (Monsignor Luigi Bettazzi –  un seminarista -Monsignor Edoardo Aldo Cerrato e a lato mons. Arnaldo Bigio)

RESPONSABILE DEL SITO

Andrea Tiloca

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Andrea Tiloca, Mauro Gillio, Enrico Bovio
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